![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 DICEMBRE 2002 |
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Professor Santi, cosa ha fatto
più paura della nascita di Eva, ammesso che sia tutto vero?
«La preoccupazione più forte è che da notizie fantasiose e che turbano la coscienza
comune si possa avere un risvolto negativo per quelle che invece possono essere
le attività concrete a favore della collettività». Leonardo Santi, Presidente
del Comitato nazionale per le biotecnologie presso la Presidenza del Consiglio
torna a "condannare" la clonazione umana. —
Troppo rumore per nulla?
«Si passa troppo facilmente da ipotesi di lavoro che sono finalizzate alla
tutela della salute, al miglioramento della qualità della vita delle persone,
alla preoccupazione che si aprano dei varchi per poter realizzare situazioni
che non sono legittime e deprecabili. E questa, ammesso che sia vera, è una
ricerca depreceabile e inutile che non ha nessun risvolto di utilità pratica».
Oggi in Italia cosa è concesso fare, fin dove si può arrivare?
«L’uso di cellule staminali è consentito ad eccezione delle cellule embrionali.
Ma in tutta Europa ormai si sente la necessità di fare il punto e di arrivare
un intento comune. Entro la primavera prossima è in programma un seminario tra
il Parlamento europeo, il Consiglio europeo e la Commissione europea per
chiarire i vari aspetti di ripresa della ricerca a tutto campo, senza
esclusioni particolari».
Si riferisce all’esclusione dell’uso delle cellule embrionali?
«Sì, si vuole verificare se con certe precauzioni, garanzie e modalità si può
arrivare lo stesso a portare avanti le sperimentazioni in questo campo o il
finanziamento. Perchè avvengono le cose più assurde: in Germania dove è
proibito l’utilizzo di embrioni anche congelati, è invece possibile fare sperimentazioni
su cellule embrionali congelate purché importate dall’estero. Così come in
America non si finanziano le ricerche pubbliche però si consentono quelle
private. Si tratta di fare chiarezza su tutta questa situazione perchè in
questo periodo sono state fatte alcune riflessioni sulla effettiva risposta
delle cellule staminali differenziate adulte».
Vuol dire che ha perso valore la tesi sulla validità delle staminali adulte?
«Ci sono molte incertezze sulle possibilità reali, ma si tratta comunque di
ricerca e non ci si deve mai fermare neanche in questa direzione. Per ora sugli
animali hanno dato maggiori risposte quelle embrionali, ma è un aspetto ancora
da definire con un dibattito e un chiarimento che deve coinvolgere anche
all’opinione pubblica».
Con la clonazione terapeutica dove si spera di arrivare?
«Si hanno aspettative per il diabete, per alcune malattie genetiche, e anche
alcuni tipi di tumori».
E con quella umana?
«La clonazione umana è del tutto inutile. Che cosa si spera di ottenere quando
gli stessi risultati riproduttivi si possono raggiungere per altre vie».
L'unico risultato potrebbe essere quello di avere un’individuo copia
dell’altro?
«Ma anche questo è tutto da definire, potrebbero esserci delle mutazioni
spontanee che possono minare l’identitaà. E’ talmente tutto da dimostrare, che
avvicendarsi in una sperimentazione di una caratura etica di questo livello e
dal risvolto scientifico così grave, dove non sappiamo se chi nasce sia sano, è
veramente folle».