RASSEGNA STAMPA

29 DICEMBRE 2002
MARGHERITA DE BAC
Il Vaticano: clonazione, atto disumano e brutale

Il mistero che avvolge la vita di Eva, la prima bimba clonata, la cui nascita è stata annunciata giovedì dalla setta dei Raeliani, non è destinato a durare a lungo. Ma ancor meno è durato il silenzio di autorità religiose e comunità scientifica. Durissima la condanna del Vaticano, che censura l'evento e le modalità dell'annuncio. E negli Usa è stata aperta un'inchiesta sulle sperimentazioni dei Raeliani.

IL VATICANO - Il portavoce della Santa Sede, Joaquín Navarro Valls, ha rilasciato ieri una dichiarazione lapidaria: "L'annuncio, senza elemento alcuno di prova, ha sollevato già lo scetticismo e la condanna morale di gran parte della comunità scientifica internazionale. Ma già l'annuncio stesso è espressione di una mentalità brutale, priva di qualsiasi considerazione etica e umana". Una condanna subito sottoscritta dai principali esponenti del mondo cattolico, e non solo. Finora l'unico solidale con i Raeliani è l'ayatollah Mohammad Hussein Fadlallah, guida spirituale degli integralisti sciiti libanesi pro iraniani: "Non si può dire se la clonazione sia un bene o un male assoluto. Dipende dall'uso che se ne fa. Se è per il bene dell'umanità, va permessa, in caso contrario, va proibita". Agli antipodi il pensiero dell'Islam sunnita: un editto religioso del centro di ricerche islamiche di Al-Azhar, al Cairo, conclude che "clonare esseri umani espone al rischio di profanazione e mostruosità".

I DUBBI - Gli Usa sono sferzati dalle rivelazioni di Claude Vorilhon, alias Raël, fondatore del movimento che crede che l'uomo sia stato creato per clonazione dagli extraterresti. Scopo della setta: "Raggiungere l'eternità. Replicandola una persona non morirà mai". Nessuno crede all'esistenza di Eva, si pensa a uno scoop infondato che coincide, guarda caso, con il Natale. La neonata, dicono i portavoce del movimento, pesa 3 chili, è in buona salute ed è identica alla mamma-donatrice. Dalla pelle di quest'ultima è stata prelevata una cellula, il nucleo è stato poi trasferito in un ovocita svuotato che ha provveduto alla "riprogrammazione". Esplodono le critiche. Si esige il bando della clonazione riproduttiva, progetto che in Usa è fermo al Senato. E si insiste sui rischi. "I ricercatori hanno riportato un alto numero di aborti, di morti dopo la nascita e malformazioni in animali clonati", avverte Harry Griffin, capo del Roslin Institute , dove è stata creata Dolly, la prima pecora-fotocopia, 5 anni, vittima dell'artrite. Servono prove: i Dna dovranno risultare identici. Il compito di fornirle è stato affidato dai seguaci di Raël a un ex giornalista dell'Abc, Michael Guillen. Che dichiara: "La verifica richiederà al massimo 10 giorni".

LE INDAGINI - "C'è una lavagna e una scrivania con computer, stampante e telefono. Accanto, due tavoli da lavoro da biologi ingombri di filtri e macchinari, con un rullo di carta, una scatola di guanti e una bottiglia mezza vuota di sapone". E' il laboratorio di Clonaid in West Virginia, descritto dal cronista inglese che lo visitò poco dopo la chiusura disposta nel 2001 dalla Fda , l'ente americano che autorizza le sperimentazioni. Qui i Raeliani avevano finto di portare avanti programmi di clonazione umana a spese di facoltosi clienti. Ieri la Fda ha aperto un'inchiesta per verificare se la vecchia storia è legata all'attuale. Se la manipolazione con cui è stata costruita Eva fosse avvenuta negli Usa, dove anche la clonazione umana è subordinata al placet della Fda , ci sarebbero gli estremi per perseguire penalmente Clonaid e genitori della bimba.

IN EUROPA - Immediata la reazione del governo francese: all'inizio del 2003 verrà presentato al Senato un ddl per vietare la clonazione umana a scopo riproduttivo. Si teme anche che l'orrore provato dall'opinione pubblica si estenda irrazionalmente alla clonazione terapeutica finalizzata alla produzione di cellule staminali per curare malattie inguaribili. Le leggi sulla riproduzione potrebbero essere rese più restrittive. E' il caso di quella italiana, ora al Senato.
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