RASSEGNA STAMPA

15 DICEMBRE 2002
MARIA BETTETINI
L'arte di illuminare i secoli bui

Un'era di grande successo, ma che ha bisogno di strumenti rigorosi per essere capita

Incapaci di trovare un termine migliore, da tempo parliamo di "medioevo" e insieme ci scusiamo per l'ambiguità e l'imprecisione.  Confessiamo, nel definire medioevale una filosofia, una storia, una poesia, di utilizzare un aggettivo che potrebbe comprendere sedici secoli, ma forse solo tre; che potrebbe intendersi riferito alla cultura cristiana occidentale, ma anche a quella islamica, o bizantina; e comunque usiamo un termine ancora fortemente connotato di negatività, nel parlar comune e un poco anche nel parlar scientifico.

Ecco perché presentare un nuovo Profilo del pensiero medievale (Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri, «Profilo del pensiero medievale», in collaborazione con Gianluca Briguglia, Laterza, Roma-Bari 2002, pagg. 140, e 15,00) comporta una serie di precisazioni: quale medioevo?  Da quando a quando, e dove, e secondo quale lettura del "pensiero", per esempio la compenetrazione o la separazione tra filosofia e teologia, o ancora la preponderanza di una sull'altra?  Sono domande che riportano a un dibattito vivissimo in questi anni, che vede gli studiosi in difesa di posizioni differenti, ma tutti concordi sulla necessità del dibattere per definire i contorni di un "medioevo" che peraltro sta godendo insospettata popolarità.  In maniera meno esaltata, ma certo più estesa rispetto all'entusiasmo romantico per l'epoca di mezzo, anche il finire del secolo scorso ha visto il sorgere e il mantenersi di un'attenzione benevola verso i secoli una volta detti bui.  Si tratta soprattutto di un fenomeno mediatico, romanzi "fantasy" ispirati alle gesta cavalleresche e alla loro simbologia, qualche film riuscito, riviste ben fatte e soprattutto le invenzioni dell'industria turistica, che in tutta Europa ha saputo ricostruire castelli e villaggi, organizzare tornei e disfide in costumi spesso poco probabili ma molto colorati, infine adibire le vestigia medievali a reception di fiere gastronomiche.

Ottimo, osserva lo storico inteso in senso lato, felice di godere per un breve istante dell'approvazione popolare di solito negata a chi si occupa di Fredegiso di Tours.  Ma non sufficiente: lo zelo delle aziende di soggiorno e delle "majorities" statunitensi non basta a chiarire tale controversa epoca. Se poi ci è concesso parlare di epoca, e non è invece più corretto attenersi a periodizzazioni minimali, legate a luoghi e a strutture istituzionali, siano i chiostri, le corti o le università.  E proprio nelle nostre università, le stesse che furono fondate nel medioevo, anzi, nel tredicesimo secolo, questo stato della questione, così aperto e vivo, rischia di rendere ostici i contatti con le discipline legate al medioevo.

Occorrono nuovi strumenti adeguati, e come tale si presenta il lavoro di Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri, che con Gianluca Briguglia propone un Profilo del pensiero medievale adatto anche agli studenti del triennio, non indirizzato agli specialisti, dove il lettore viene introdotto con grazia alla selva di problematiche aperte intorno al pensiero e al suo collocarsi nel medioevo, per poi percorrere alcuni grandi temi e ritratti di pensatori fondamentali.  Senza nulla togliere alla complessità delle problematiche sopra accennate, il testo evita di presentare un medioevo monolitico, quale si intendeva fino a qualche decennio fa, e consente diversificati approcci a idee, luoghi e personaggi, agevolati da una scrittura chiara e scorrevole.  Un arcipelago in cui si naviga con leggerezza, percependo sullo sfondo l'indefinito frammentarsi del continente medioevo.
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vedi anche
Storia della filosofia