![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 15 DICEMBRE 2002 |
|
Se
il problema della conoscenza è da sempre al centro della riflessione filosofica, una caratteristica
del dibattito contemporaneo consiste nel progetto di naturalizzazione dell'epistemologia. Questo progetto ha una forma radicale e una moderata. La forma radicale, attribuibile a Quine,
rifiuta la tradizionale questione di tipo normativo:
«cosa deve avvenire perché qualcosa possa essere chiamata conoscenza?», in
favore di una versione descrittiva: «quali
sono i processi che (di fatto) generano ciò che chiamiamo conoscenza?» - dove
l'individuazione dei processi in questione è affidata alla scienza
empirica. In questa prospettiva si
utilizzano le risorse della scienza per spiegare l'affidabilità delle nostre
conoscenze (anche scientifiche). Una versione più moderata, attribuibile ad
Alvin Goldman, non nega la sensatezza della prima questione, non ritiene che
l'epistemologia sia (solo) una parte della psicologia come vorrebbe Quine, ma
afferma che ignorare la scienza della cognizione sarebbe suicida per qualsiasi
progetto epistemologico.
Un merito di Conoscenza e Natura di Nicla Vassallo è di mostrare come l'epistemologia naturalizzata sia una corrente filosofica solida, ma anche complessa e multiforme. La tesi di Vassallo è che la versione di matrice quineana risulta poco convincente nelle motivazioni e nei contenuti. L'autrice propende quindi per la versione moderata, che rispetta le domande filosofiche sulla conoscenza e risponde loro facendo appello alle scienze cognitive. Vassallo riconosce però che tale epistemologia è ancora in via di definizione, perché impiega nozioni che sono non naturalistiche, come quella di verità. In questo quadro Conoscenza e Natura offre una pregevole riflessione intorno alle prospettive dell'epistemologia contemporanea.