RASSEGNA STAMPA

27 NOVEMBRE 2002
ENZO DI NUOSCIO
Il paladino della società giusta

Dopo la scomparsa di Robert Nozick, con John Rawls se ne va l'altro grande protagonista di una indimenticabile stagione intellettuale, nella quale la passione etico-politica era seconda soltanto al rigore teorico.  Una stagione animata dal confronto tra questi due filosofi statunitensi, la cui contrapposizione riproponeva il dilemma tra un liberalismo evolutivo - come quello di Nozick - basato sull'assolutizzazione della libertà individuale e sull'idea di «stato minimo» ed un liberalismo normativo - come quello di Rawls - che si sforzava invece di proporre una rinnovata alleanza tra libertà e giustizia sociale.

Per il grande sforzo teorico fatto per dimostrare che ci può essere una società libera e giusta, questo filosofo così schivo e appartato, che per quasi quarant'anni ha insegnato nella prestigiosa Harvard University, è stato negli ultimi decenni al centro del dibattito filosofico-politico.

Nel suo capolavoro, Una teoria della giustizia (1971), Rawls non esita ad affermare che «la giustizia è il primo requisito delle istituzioni sociali, così come la verità lo è dei sistemi di pensiero»; e così come le teorie vengono abbandonate se sono false, parimenti leggi e istituzioni «devono essere abolite o riformate se sono ingiuste».

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