RASSEGNA STAMPA

23 NOVEMBRE 2002
ALESSANDRA FARKAS
All’indomani dello …….

All’indomani dello storico e controverso annuncio fatto dal padre del genoma Craig Venter e dal premio Nobel Hamilton Smith, infuria il dibattito nel mondo scientifico americano che si è spaccato, con i pro decisamente superiori ai contro. Lo stesso Venter si inserisce nella polemica per stabilire se la scoperta costituisca «vera creazione» o semplice «trasformazione». «Noi crediamo che costruire un cromosoma sintetico sia un grande passo avanti per raggiungere il nostro obiettivo più importante, cioè costruire un organismo in grado di risolvere i nostri problemi energetici. Un batterio capace di produrre combustibile all’idrogeno o di ripulire l’atmosfera dall’anidride carbonica». Sempre Venter ammette però come il termine più corretto da usare in questo caso sia «modifica» non «creazione». «Qualsiasi esperimento fatto con un genoma sintetico, che quindi non esiste in natura, è da considerarsi una nuova forma di vita», ribatte Arthur Caplan, biologo. Padre Kevin Fitzgerald, docente di bioetica alla Georgetown University, ritiene che la ricerca non presenti alcun problema di carattere etico: «L’idea di costruire cromosomi sintetici non ci scandalizza poiché non si sta affatto creando una nuova forma di vita. L’esperimento rientra nella sfera dell’ingegneria genetica». Ma a scagliarsi contro il progetto è Jonathan Moreno, capo del centro di Etica Biomedica della University of Virginia: «la ricerca potrebbe far nascere seri problemi, a causa degli imprevisti che possono sorgere in seguito alla trasformazione del Dna». Norman Pace, professore di Biologia molecolare all’Università del Colorado, è scettico e ritiene che non si otterranno nuove informazioni scientifiche. «Ho condotto un esperimento analogo, utilizzando lo stesso micro-organismo ho dimostrato che esso diventa estremamente fragile quando i geni sono rimossi ed è difficile che riescano a vivere fuori dalla provetta».
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