La vita ai minimi termini
Craig Venter, scienziato-manager fondatore della Celera Genomics, e Hamilton
Smith, Nobel per la medicina, hanno annunciato una nuova tappa sulla strada
della vita artificiale: il progetto, finanziato dall'Energy Department
americano, di creare un organismo-base in laboratorio. Utilizzando un
fastidioso parassita venereo, il Mycoplasma genitalium. Un progetto che può
avere profonde implicazioni, dalla biomedicina alla ecologia, ma anche un segno
che la scienza sta cambiando. Le scoperte si annunciano prima ancora di farle
La notizia viaggia
impazzita da ieri pomeriggio in un pop-cornìo ansiogeno di agenzie di tutto il
mondo. Ed è di quelle da far sobbalzare: «Scienziati annunciano a Rockville,
Usa, che intendono creare una nuova forma di vita». Brivido. Rafforzato dal
fatto che l'annuncio bomba non esce su un tabloid scandalistico londinese, né per voce
di due biologi sconosciuti a caccia di palcoscenico. Lo si legge, invece, sulla
prima pagina del Washington Post. E autori del colpo di teatro sono due grandi
firme: Hamilton O. Smith e Craig Venter. Il primo è fra i biologi
molecolari cui l'ingegneria genetica deve i natali: è premio Nobel per la
medicina nel 1978, per avere scoperto e utilizzato (assieme a Werner Arber e
Daniel Nathans) gli enzimi di restrizione, molecole capaci di tagliare il Dna
in punti precisi. L'altro, geniale e discusso scienziato-manager, fondatore del
Tigr (The Institute for Genomic Research) e della Celera Genomics, è colui che
sequenziò per primo il patrimonio genetico di molti microrganismi, per poi
sfidare gli scienziati dello Human Genome Project e arrivare con loro nel
gennaio 2001 - fra polemiche al vetriolo - alla dirittura d'arrivo che segna
una pietra miliare nella storia della scienza: il sequenziamento del genoma
umano. Al grido fanno eco opposti commenti. Edoardo Boncinelli, genetista e
direttore della Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati),
boccia la notizia come «sconvolgente per l'uomo della strada o per un
sacerdote, ma di minore importanza per uno scienziato». E aggiunge: «gli
annunci shock fanno male alla scienza». Dante Bassetti, direttore della
clinica di malattie infettive di Genova, è tombale: «certe notizie andrebbero
censurate, perché quando non c'è certezza si possono insinuare nel pubblico
speranze inutili o, peggio, terrore infondato». Mentre Giuseppe Novelli,
genetista dell'università Tor Vergata a Roma, dice: «È una cosa straordinaria.
Venter ci ha abituati ad annunci clamorosi. Ma i suoi miracoli si avverano
sempre [... |