RASSEGNA STAMPA

13 NOVEMBRE 2002
MARCELLO CESA.BIANCHI
L’età creativa

Oggi l'Istituto Suor Orsola Benincasa alle 11, in Aula Magna, conferisce la Laurea Honoris Causa in Scienze della Comunicazione a Marcello Cesa-Bianchi, il più importante psicologo cognitivista italiano contemporaneo. Dopo il saluto del rettore Francesco De Sanctis, Cesa-Bianchi terrà una «lectio» su comunicazione, creatività, invecchiamento, che ha accettato di anticipare per «Il Mattino».
 
Sull’invecchiamento umano, a partire dall’antichità, si sono contrapposte due concezioni. La prima lo considera un processo di impoverimento, di perdita progressiva e irreversibile di quanto precedentemente acquisito, del coinvolgimento sempre più distruttiva di una patologia che compromette l'autonomia e l'autosufficenza. La seconda concezione lo intende al contrario come un processo che può consentire di completare la realizzazione di sé, di sviluppare aspetti innovativi del proprio comportamento.
Fra i principali fattori che facilitano l’invecchiamento mentale rientra la possibilità di comunicare. Ci si deve domandare allora se gli anziani possono fisiologicamente conservare tale possibilità. La risposta è sicuramente positiva per quanto riguarda la comunicazione non verbale, che si conserva e che sotto certi aspetti può accentuarsi, come avviene per la comunicazione tattile. Poiché il linguaggio, la percezione visiva e quella acustica, se non sono intervenuti eventi patologici, riescono con l'invecchiamento a conservare le loro funzioni essenziali, la comunicazione verbale può operare a livelli adeguati. In realtà, per molti anziani non è così, per la condizione di isolamento in cui sono costretti dai più giovani, che spesso sembrano abbandonarli a un loro destino: risulta evidente l’aspetto etico oltre che funzionale che l’isolamento forzato comporta. Molti vecchi da noi intervistati dichiarano di temere non tanto la morte, quanto l’isolamento, l’abbandono, la solitudine.
Da tempo è noto come fra gli artisti di ogni settore ce ne sono alcuni che si sono espressi in senso creativo anche ad età molto avanzata. Fra i molteplici esempi nei vari settori artistici e in diversi secoli ci limitiamo a ricordare Omero, Esopo e Platone, Sofocle, Goethe e Voltaire, Tiziano, Giovanni Bellini, Rembrandt, Goya, Monet e Picasso, Michelangelo e Donatello, Le Courbousier e Wright, Verdi, Stravinskij, Charlie Chaplin, Kurosawa, Hitchcok, Bresson, Huston e Wyler. Ma le ricerche psicologiche degli ultimi decenni hanno dimostrato che il pensiero creativo si può manifestare anche in uomini e donne di livello culturale modesto. Tale espressione può avvenire in forma individuale, di coppia, di gruppo.
La creatività è importante ai fini di una vecchiaia serena. In molti casi si sviluppa completamente nel momento in cui l’anziano riorganizza le proprie modalità di reazione all’ambiente. Oggi è dimostrato che di per sé l’invecchiamento non comporta né decadimento né patologia ma che l'anziano dispone ancora della possibilità di produrre una elevata quantità di idee nuove ed originali.
Tiziano, afferma Antonio Paolucci, è un esempio di longevità creativa: «La comprensione della intensità e della totalità della pittura, la vediamo in Tiziano pian piano crescere, affinarsi, fino allo stile degli ultimi anni, quando realizza i suoi capolavori assoluti e, dicono i suoi biografi, arriva al punto di non usare neanche più il pennello, ma le dita intrise di colore».
La creatività è un modo di comunicare, con gli altri e con se stessi. Creatività e comunicazione costituiscono i presupposti irrinunciabili per un invecchiamento sereno. È questa una conclusione che permette di rispondere in modo adeguato a quell'esigenza morale che dovrebbe contraddistinguere tutti gli studiosi: la ricerca non ha solo il compito di chiarire dei dubbi, di verificare o formulare delle ipotesi, di scoprire nuovi percorsi, ma deve anche fornire le indicazioni per migliorare la condizione umana in tutte le sue dimensioni, in particolare in quelle che riguardano i più deboli e più indifesi, che nella loro sofferenza, possono ancora insegnarci qualcosa..
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Scienze Cognitive