RASSEGNA STAMPA

2 NOVEMBRE 2002
ANTONIO G. SPAGNOLO
Svolta sugli embrioni sono «soggetti umani»

L'Amministrazione Bush estende la protezione

Nel pieno del dibattito sull'ammissibilità etica della sperimentazione clinica dell'RU486 come metodo abortivo e sul ruolo dei Comitati etici nell'approvazione di tali sperimentazioni, giunge dagli Usa una notizia che certamente è destinata a far considerare sotto una nuova luce tutto il problema della sperimentazione sugli embrioni.
L'amministrazione Bush, nel rinnovare lo statuto del Comitato consultivo federale (Federal Advisory Committee), che ha fra i suoi compiti anche quello di tutelare la sicurezza dei soggetti volontari nelle sperimentazioni cliniche, ha riconosciuto per la prima volta che gli embrioni implicati nelle sperimentazioni sono «soggetti umani» il cui benessere deve essere preso in considerazione allo stesso modo di quello dei feti, dei bambini e degli adulti.
Si tratta di una presa di posizione che va oltre tutte le linee-guida etiche internazionali in tema di sperimentazione sull'uomo, a partire dalla Dichiarazione di Helsinki dell' Assemblea medica mondiale fino alle direttive etiche internazionali per la Ricerca biomedica del Consiglio internazionale delle Organizzazioni medico-scientifiche. In questi documenti infatti non si parla mai di embrione come soggetto da tutelare nelle sperimentazioni ma solo di feto o di lattante: dunque viene estesa fin dall'inizio del suo sviluppo la necessità di protezione del soggetto umano, protezione che finora era stata lasciata nel limbo delle fedi religiose e delle tradizioni culturali delle varie nazioni.
Questa posizione apre di per sé un nuovo capitolo anche nelle procedure autorizzative per iniziare una ricerca. Infatti mentre finora la ricerca sugli embrioni si è potuta attuare da parte dei ricercatori senza la necessità di chiedere il parere di un Comitato etico, non essendo considerati soggetti umani ma materiale biologico, secondo questo orientamento il parere diverrebbe, dunque, nece ssario.
Il Comitato etico dovrebbe tener conto anche della tutela dell'embrione quando vengano presentate ricerche che lo riguardano, e certamente vi potrebbero essere molte difficoltà ad accettare che la sperimentazione abbia come obiettivo quello della distruzione dell'embrione stesso com'è il caso della sperimentazione dell'RU486.
Ma anche tutte le sperimentazioni relative alla ricerca sulle tecniche di procreazione artificiale sarebbero profondamente influenzate da questo nuovo orientamento, dovendo garantire che anche in fase di sperimentazione, legittima nel dare una risposta alla sofferenza di una coppia sterile, non si possa deliberatamente prevedere la distruzione degli embrioni.
Certamente il nuovo mandato per il Comitato consultivo non implicherà immediatamente che gli embrioni usati nella ricerca abbiano la stessa protezione di quella dei feti, dei bambini e degli adulti: il Comitato può solo dare raccomandazioni al Dipartimento per l a Salute e per i Servizi umani (Dhhs) che ha fra i suoi compiti quello di dare poi una concreta attuazione alla protezione dei soggetti umani, soprattutto quelli più vulnerabili. Ma certamente questo forte segnale può rappresentare l'inizio di una nuova regolamentazione nelle sperimentazioni. E incoraggerà anche la legislazione in tal senso se appena si vorrà rendere concreta questa protezione.
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