![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 3 OTTOBRE 2002 |
|
Se
è vero che il futuro di un Paese si costruisce sui banchi di scuola, nelle aule
dell'università o in un laboratorio di ricerca, almeno per ora si può dire che
il governo Berlusconi ha rinunciato al futuro. O, per meglio dire, lo ha
barattato con la rata di un maxi-patteggiamento sulle multe del latte e una
raccolta di fondi per fronteggiare vecchie emergenze come siccità, alluvioni e
maltempo. Messi insieme i due capitoli
di spesa rappresentano la metà della dote strappata dal ministro per
l'Agricoltura, Gianni Alemanno, al tavolo della Finanziaria nella lunga notte
del 29 settembre, ma anche l'ammontare esatto di quanto ha vanamente chiesto il
ministro Lucio Stanca per finanziare il fondo dell'innovazione tecnologica. E
se il titolare dell'Ambiente Altiero Matteoli, altro esponente di punta di
Alleanza Nazionale, può dire di avere portato a casa 500 milioni di euro in tre
anni per la difesa del suolo, argini ai fiumi e schede tecniche sulle zone a
rischio, è un dato di fatto che lo storicamente esangue fondo nazionale per la
ricerca applicata si avvia a tagliare il traguardo dell'azzeramento dovendosi
accontentare di 20 milioni di euro per il 2003 contro un fabbisogno di tremila
milioni.
Il
punto è che non ci può essere futuro se si tagliano gli investimenti per
l'università e si resta con i piedi piantati per terra in un presente malfermo
dove si continua a distribuire (male) il pochissimo che c'è, a guadagnare tempo
e si evita accuratamente di tagliare quel molto di strutturale che invece
andrebbe aggredito. Stipendi e pensioni
valgono, da soli, oltre il 70% della spesa pubblica corrente, ma l'obbligo
inserito in Finanziaria di ridurre dell'1% il personale negli anni 2004-2005 è
identico a quello scritto nella finanziaria precedente per gli anni 2003-2004.
E, come se non bastasse, per un futuro che non si vede c'è un passato che riemerge. Si tagliano i fondi aggiuntivi per il Sud, quelli automatici, e si torna a indicare ai giovani meridionali la strada del santo in paradiso (l'amico al ministero) per segnalare la sua pratica in un nuovo calderone unico di incentivi dove vige la regola della discrezionalità. Per educare i giovani del Mezzogiorno a rischiare e a mettersi in proprio, unico futuro possibile con qualche dignità, non c'è disincentivo più potente al mondo di quello dell'incertezza.