RASSEGNA STAMPA

19 SETTEMBRE 2002
PIETRO GRECO
A Ginevra nasce una nuvola di antimateria

Per la prima volta un gruppo di fisici del Cern è riuscito a radunare raffreddandoli centinaia di migliaia di anti-atomi

Hanno creato una nube, fredda, che non ha mai solcato il cielo.  Una nube effimera che il nostro universo, probabilmente, non aveva mai conosciuto prima.  Costituita com'è da centinaia di migliaia di atomi di una materia diversa da quella ordinaria.  Una nube di antimateria.  Loro, i creatori, sono il gruppo internazionale dei 39 fisici che al Cern di Ginevra portano avanti l'esperimento Athena.  Tra cui i 15 italiani dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn) guidati da Gemma Testera.  La nube cui hanno dato vita per la prima volta, forse, nella storia cosmica è costituita da uno sciame di atomi di anti-idrogeno che, diradandosi, potrebbe rivelarci quanto simmetrici sono il nostro universo e le leggi che lo governano.

Tutto nasce all'inizio degli anni '30, quando il fisico inglese di origine francese, Paul Dirac, elabora la sua famosa teoria di campo dell'elettrone e, sulla base della bellezza intrinseca di un'equazione, prevede l'esistenza di una nuova materia.  Immagine speculare di quella che conosciamo.  La nuova materia prevista dall'equazione di Dirac è infatti costituita di particelle che hanno la medesima massa e il medesimo spin intrinseco della materia che conosciamo ma una carica elettrica opposta.  Gli anti-elettroni hanno tutte le caratteristiche dei nostri elettroni, salvo una carica elettrica opposta: positiva, invece che negativa.  E, così, gli anti-protoni hanno le medesime caratteristiche dei «nostri» protoni, salvo la carica elettrica: negativa anziché positiva.  Nessuno voleva credere che quella bizzarra materia prevista sulla carta da Paul Dirac esistesse veramente.  Mica l'universo è lo specchio delle meraviglie di Alice ... La meraviglia così fu grande quando, verso la metà degli anni '30, due fisici sperimentali scoprirono flotti di anti-protoni che penetrano nella nostra atmosfera provenienti dallo spazio cosmico.  La materia di Alice/Dirac, l'anti-materia, dunque, esisteva.  Fu un vero trionfo per la nuova fisica teorica, la fisica quantistica.

Fu poi un vero trionfo per la fisica sperimentale quando, a metà degli anni '60, il gruppo di Antonino Zichichi, riuscì a creare in laboratorio il primo atomo di anti-idrogeno.  Con il suo protone negativo intorno a cui ruotava un elettrone positivo.  Situazione affatto nuova o, almeno, molto rara nell'universo conosciuto.

Già perché se l'antimateria non è stata creata dall'uomo, quell'anti-atomo rappresenta un'autentica incongruenza nella storia cosmica.  Il perché lo spiega il sovietico Andrei Sacharov nel 1967.  Un tempo, quando aveva appena un miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo di vita, l'universo brulicava di particelle e anti-particelle, di elettroni e anti-elettroni, protoni e anti-protoni.  La situazione era altamente instabile.  Già perché le particelle di materia e le particelle di anti-materia non si tollerano a vicenda.  E, appena si incontrano, si annientano a vicenda, liberando una quantità inusitata di energia sotto forma di fotoni.

E così fecero, in molto men che non si dica, quelle particelle primordiali.  Solo che, per una lieve increspatura nella simmetria delle leggi fisiche, ogni miliardo di particelle di materia e di anti-materia che si annichilirono a vicenda, ne sopravvisse una, spaiata, di materia.  E così da quella cosmica ecatombe, emerse il nostro universo.  Fatto di un mare di fotoni in cui nuotano le rare particelle di materia sopravvissute.

Prima dell'ecatombe la temperatura cosmica era enorme.  Troppo grande per consentire la formazione di atomi di anti-materia.  Gli anti-elettroni e gli anti-protoni, infatti, schizzavano via liberi di qua e di là nell'universo e non avevano possibilità di avvicinarsi gli uni agli altri.

Dopo l'ecatombe, l'energia del vuoto ha continuato a creare qui e là qualche anti-particella.  Ma a nessuna, probabilmente, o a pochissime è stata data la possibilità di formare un anti-atomo. Così quando i fisici lo hanno creato per la prima volta in laboratorio, l'anti-atomo di anti-idrogeno rappresentò un evento unico nella storia cosmica. O, almeno, un evento molto, molto raro.

Negli anni '90, grazie agli acceleratori del Cern e del Fermlab, i fisici hanno imparato non solo a «creare» anti-atomi, ma anche a radunarli insieme in discrete quantità.  Finora, però, nessuno era riuscito a «raffreddarli» abbastanza da poterne radunare centinaia di migliaia.  Nessuno finora (forse neppure la natura) era mai riuscito a creare una piccola nube di anti-materia.  L'impresa è stata finalmente realizzata nelle scorse settimane dal gruppo di Gemma Testera, che ne dà conto oggi con un articolo sulla rivista scientifica inglese Nature.

La novità non è da poco.  Perché quando questa inedita capacità produttiva sarà diventata una pratica standard, i fisici potranno confinare la nube in una contenitore magnetico ed impedirle di annichilirsi nel fatale abbraccio con la materia.  Prigioniera nella gabbia immateriale, la nube potrà essere studiata a fondo.  Due, in particolare, sono le domande che i fisici sperimentali le rivolgeranno.  L'anti-materia reagisce allo stesso modo della materia quando incontra un fotone?  E come si comporta quando è soggetta a un campo gravitazionale?

Dalle risposta che i fisici otterranno sapremo se il nostro universo di materia cosmica è unico e irripetibile, o è solo una delle due copie di universo possibili emersa per caso alla lotteria cosmica.
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