RASSEGNA STAMPA

1 SETTEMBRE 2002
SYLVIE COYAUD
Don Quixote contro gli asteroidi

C'è modo e modo di salvare il mondo.  A Johannesburg e a Pretoria, il Forum mondiale degli scienziati ha lavorato sodo e scambiato esempi di buone pratiche e di ricerche utili per la sanità, l'agricoltura, il risparmio energetico e idrico, la protezione della biodiversità o le previsioni meteo.  Tutti volevano evitare catastrofi, giustamente, ma trascuravano quella con l'impatto massimo sulle creature viventi: lo scontro con un asteroide o una cometa.  Per fortuna, ci hanno penato alcuni specialisti della navigazione spaziale con due proposte. Prima Erik Asphaug, dell'università della California a Santa Cruz, ha calcolato che il piano del Pentagono - sparare una o più testate nucleari contro l'oggetto in arrivo - aumenterebbe l'energia dei frammenti esplosi, sparpagliandoli in ogni direzione compresa la nostra («New Scientist», 31 agosto).  Quindi Hermann Burchard dell'università dell'Oklahoma - ha suggerito di mandare verso l'eventuale intruso una sonda spaziale che gli butterebbe addosso un airbag del diametro di un paio di chilometri.  Meglio se in Mylar un materiale ultraresistente.  Gonfiandosi applicherebbe all'asteroide o la cometa una pressione dolce ma regolare.  Alcuni colleghi non sono convinti che basti a modificare la rotta di un ammasso di rocce largo 5 chilometri che viaggia a circa 150 mila chilometri orari.

Poco prima si era appreso che l'Agenzia spaziale europea sta studiando la fattibilità della missione Don Quixote, coordinata dalla società Deimos Space di Madrid, alla cui progettazione hanno partecipato parecchi scienziati italiani. Il concetto sarà chiaro ai lettori di Cervantes.  Con un singolo razzo due moduli, Hidalgo e Sancho, verranno inviati a incontrare un asteroide X. Si tratta di un esperimento, quindi X non sarà in rotta di collisione con noi.  Diciamo che fungerà da mulino a vento.  Hidalgo - «una palla di rame, probabilmente, per non inquinare l'asteroide con sostanze terrestri», dice Miguel Bellò, il direttore di Deimos - si avvicinerà in frenata e si sacrificherà su X, scostandolo così di una frazione di millimetro. Quanto basta perché lungo i milioni di chilometri che ci separano, la deviazione aumenti e ci risparmi la fine dei dinosauri.  Quanto a Sancho osserverà la scena, a distanza di sicurezza -anche se non proprio acquattato dietro la siepe, e la ritrasmetterà a Base Terra.
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