RASSEGNA STAMPA

5 LUGLIO 2002
MARIO AMODIO
La cura di Cacciari: "La virtù del politico non è la temperanza"

Parla di virtus e di techne, Massimo Cacciari, riferendosi alla politica e al suo disorientamento. Una fase di crisi che investe anche la cultura, l'economia, l'estetica, tanto da diventare argomento di dibattito dei XVII "Seminari d'Estate" organizzati a Ravello dal sociologo Domenico De Masi. "La virtus del politico non è la temperanza, ma il porsi obiettivi che vadano al di là degli sguardi dei propri simili. Bisogna però coniugarla alla techne se si vuole che questi si concretizzino", ha esordito ieri mattina l'ex sindaco di Venezia nella giornata conclusiva del meeting. "Questo tipo di impostazione disorienta, soprattutto se il politico propone idee che vanno contro i criteri di utilità", ha aggiunto Cacciari. Poi, a proposito dei conflitti nella politica avverte: "Secondo Macchiavelli la grandezza dell'antica Roma risiedeva nel conflitto perché produceva identità e soggettività forti. Questo è il conflitto positivo. Se c'è disgregazione delle identità, allora non può che essere controproduttivo". Ma non è tutto. Già, perché secondo il filosofo "non è necessario essere "anti", ma competere e contraddire per poi essere riconosciuto e identificato per la propria identità".

Alla giornata conclusiva hanno preso parte anche Domenico De Masi e Cristovam Buarque, professore di Economia all'Università di Brasilia, nonché ex sindaco della città, secondo il quale "parlare di disorientamento nella politica e nella società significa soprattutto parlare di disorientamento nella democrazia e nello sviluppo". La tre giorni di studi sul "disorientamento", ha registrato inoltre la partecipazione di Chris Meyer, guru della connected economy, del pubblicitario Washington Olivetto e del filosofo Fulvio Carmagnola per le sessioni dedicate all'organizzazione e all'estetica. Spazio poi all'economia e alla cultura con Antonio Calabrò, direttore editoriale de "Il Sole 24 Ore", Paolo Branca, islamista e professore di Arabo all'Università Cattolica di Milano, e Paolo Peluffo, consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e l'informazione.
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