![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 GIUGNO 2002 |
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Tre conigli, tre galline: se togliamo i conigli e le galline, rimane 3. Ma che cos'è questo 3? Certo non appartiene più al mondo dei conigli e delle galline, ma fino a che punto si può parlare di una sua esistenza, di una realtà matematica indipendente da quella fisica? Quando Sganarello chiede al Don Giovanni di Molière: "Ma in che cosa dunque credete?", "Io credo - risponde Don Giovanni - che due più due faccia quattro e che quattro più quattro faccia otto". Questa dichiarazione di Don Giovanni, che è diventata una delle bandiere dei laici, non è fiducia nella matematica, il sapere che "2 + 2 = 4" non comporta necessariamente la conoscenza di "2" e "4" e "+" ed è questa invece la questione fondamentale, perché la matematica, ne siamo convinti, non è calcolo, né tecnica, ma ragionamento e cultura. Ne è profondamente convinto anche Gabriele Lolli, docente di Logica all'Università di Torino, che svolge nel suo nuovo saggio, La filosofia della matematica, un'indagine accurata e precisa sulle varie posizioni dei filosofi e dei matematici del Novecento, riguardo alla natura della matematica. Nel suo libro, comprensibile a una persona colta, anche senza una specifica preparazione matematica, non si trova la risposta alla domanda "che cos'è la matematica", dice chiaramente Lolli, ma soltanto il più ampio panorama delle varie posizioni. Ed è un panorama affascinante, tormentato e aggrovigliato, attorno al mistero della matematica, che continua a sorprenderci per la sua bellezza e per il successo delle sue applicazioni, per la sua "irragionevole efficacia". Lolli analizza e mette a confronto le diverse filosofie. Oggi, tra le scuole più diffuse nell'ambiente matematico, c'è sicuramente quella platonica, che crede nell'esistenza degli oggetti matematici, al di fuori del nostro mondo, oggetti che noi dobbiamo soltanto riscoprire e studiare. Secondo la scuola formalista, che contende al platonismo il primato della diffusione fra i matematici, i simboli stessi della matematica sono la matematica. Questa diventa dunque un insieme di sistemi formali, che i matematici devono progressivamente sviluppare. Tra le principali filosofie della matematica c'è poi la scuola logicista, fondata da Russell e Whitehead, per i quali la matematica deriverebbe direttamente dalla logica e l'intuizionismo che, all'opposto del logicismo, ritiene che sia l'intuizione, non la logica a determinare la validità delle idee matematiche. E il panorama è ancora più ricco, con altre scuole e con molti matematici dalle idee un po' confuse, prese a prestito da filosofie diverse. Tutti però convinti che la matematica sia la migliore delle scienze e che, se fosse soltanto un gioco, sarebbe in ogni caso il migliore dei giochi. Al di fuori dell'ambiente matematico le cose sono ben diverse e la maggioranza delle persone la pensa sempre come Jonathan Swift che, nei suoi Viaggi di Gulliver, colloca i matematici, tra le nuvole, su una curiosa isola volante, Laputa, definendoli "pessimi ragionatori e feroci spiriti di contraddizione, salvo nei rari casi in cui la ragione è dalla loro parte. Immaginazione, fantasia, invenzione sono loro affatto negate, né hanno nella loro lingua parole con cui queste facoltà possano esprimersi". In una recente indagine internazionale, condotta dalla Basic Skills Agency, la maggioranza delle persone vede ancora la matematica come un argomento "freddo, difficile e astratto", inoltre la ritiene "rigida, immutabile e poco creativa" e non si vergogna nel dichiarare una totale ignoranza al riguardo. Se l'immagine della matematica è negativa, ben peggiore è l'immagine del matematico, visto come un "eccentrico, arrogante e privo di senso pratico". Il calo drammatico degli studenti di matematica, in tutte le università, non solo in quelle italiane, dimostra evidentemente la scarsa considerazione in cui viene tenuta la scienza dei numeri. Una società digitale, fondata sui numeri, vive dunque di pregiudizi, pericolosi e ingiustificati, con danni gravissimi, in particolare nell'educazione dei giovani. Proprio per questo oggi è indispensabile conoscere il pensiero matematico e il libro di Lolli dev'essere letto non solo dagli insegnanti, per il loro aggiornamento, ma anche dallo studente e dal genitore interessato a capire quale matematica arrivi in classe, se è sempre quella odiosa del vecchio e inutile manuale oppure se è cambiata, e se tiene conto della nuova profonda rivoluzione sociale, di cui la matematica è protagonista.