RASSEGNA STAMPA

9 GIUGNO 2002
UMBERTO BOTTAZZINI
Filosofie che danno i numeri

Quando si parlava di filosofia, i matematici del gruppo Bourbaki amavano ripetere la battuta che «i matematici sono platonisti nei giorni feriali e formalisti la domenica».  Platonisti quando lavorano, e si affidano alla «filosofia spontanea» che sta alla base delle loro ricerche, formalisti quando vestono il vestito della domenica e mettono ordine nei loro risultati.  Per quanto arguta, quella era solo una battuta.  Seppure molto diffuse, platonismo e formalismo sono infatti solo due tra le molte "filosofie" della matematica, come Lolli mostra in questo libro (Gabriele Lolli, «Filosofia della matematica.  L'eredità del Novecento», il Mulino, Bologna 2002, pagg. 264, euro 17,50), richiamando l'attenzione soprattutto su quelle «che nella seconda metà del secolo hanno rappresentato opzioni abbastanza condivise, e che lo sono ancora ai giorni nostri».  Insomma, come annuncia il sottotitolo, l'eredità nel campo della filosofia della matematica che ci ha trasmesso il secolo appena concluso.  Si tratta di un'eredità ricca e in continuo sviluppo anche se, come osserva Lolli, le questioni filosofiche fondamentali tendono a essere le stesse nel corso del tempo, mentre «la matematica cambia, e in certi periodi, in particolare da due secoli a questa parte, in modo rapido e tumultuoso».  Ma anche il panorama filosofico si è arricchito di nuove tendenze, il fallibilismo, l'empirismo, il naturalismo, il costruttivismo, la semiotica e la fenomenologia di Husserl, che consente in particolare di chiarire il significato di alcune affermazioni di Gödel sulla percezione degli oggetti matematici.
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vedi anche
Il pensiero matematico