RASSEGNA STAMPA

26 MAGGIO 2002
VACCARO
IL CONTROLLO DELLA MENTE: UOMO O GUSCIO?

Dalla copertina della rivista britannica The Economist, questa settimana, un grido d'allarme: i sorprendenti sviluppi delle neuroscienze lasciano presa­gire un imminente futuro in cui la voce «controllo della mente» verrà pacificamente ad aggiungersi al­l'elenco dei requisiti per qualsiasi tipo di test attitudinale.  Esso sarà reso possibile dal perfezionamen­to di tecnologie già esistenti: Pet (tomografia a emissione positronica), Meg (magnetoelettroence­falografia) e simili.  Per il settore che riguarda direttamente The E­conomist, il problema consiste nella pericolosa discriminazione che queste tecniche potrebbero suscitare una volta introdotte nei procedimenti di selezione del per­sonale, qualora il soggetto manife­stasse avvisaglie di predisposizio­ne alla depressione o ad altre ca­ratteristiche socialmente indesi­derate.

La preoccupazione oltrepassa, ov­viamente, l'ambito sindacale.  In gioco, nel futuro e in parte anche nel presente, non è solo la selezio­ne del personale da assumere in a­zienda, ma addirittura la selezione per chi merita il titolo di essere u­mano e solo in virtù di esso il dirit­to a rimanere in vita.  Non manca­no neuroscienziati che sostengo­no la sussistenza dell'io solo in presenza di una rete neurale ade­guatamente funzionale, proprietà assente in soggetti colpiti dal morbo di Alzheimer o a feti assai oltre il primo trimestre di vita.  Senza re­te neurale, nessun io: quindi, più che persona, l'aberrante dicitura «guscio umano vuoto».

«Controllo della mente» non signi­fica solo, tuttavia, conoscenza del­lo stato del cervello.  Evoca anche un'altra sinonimia: controllo come manipolazione, governo, sor­veglianza.  Alterando farmacologi­camente gli stati del cervello muta la nostra percezione della realtà (pessimismo, ansia, inquietudi­ne ... ) e muta il nostro approccio alla vita (introversione, timidezza, apatia, aggressività ... ). Mutano an­che, però, perni essenziali del no­stro cosmo teoretico e morale.  Per concetti quali quelli di «libertà», «soggettività», «desiderio», «natu­ra» si prevedono urgenti rielabora­zioni.  Una sfida per i filosofi.
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Scienze Cognitive