RASSEGNA STAMPA

22 MAGGIO 2002
SILVIA VEGETTI FINZI
Il dottor Freud sul lettino di Ferenczi

Il padre autoritario e l'allievo ribelle, terapie opposte che oggi si avvicinano

Stiamo assistendo a uno straordinario rinnovamento nell'ambito della psicoanalisi, a un vero e proprio Rinascimento. Vivacità intellettuale, voglia di confronto e capacità di proposta si manifestano in un fervore di iniziative tra le quali spiccano, per la vastità del tema e la rilevanza degli oratori, il Congresso nazionale di Trieste e il Convegno internazionale di Torino. Questo nuovo clima, benché diffuso, si condensa in alcuni punti che vale la pena di esplicitare.

Rompere gli steccati .

Stanno cedendo, in questi ultimi tempi, molte divisioni di corrente, di scuola, di ambiti disciplinari. Mentre si è fatto più fluido il confronto tra psicoanalisi freudiana e psicologia junghiana, è venuto meno il sospetto che separava le istituzioni freudiane dagli "eretici" cugini lacaniani, tanto che la differenza si è ridotta, come sostiene J. A. Miller, erede di Lacan, a una "questione di stile". Infine il dialogo con le scienze umane e la neurofisiologia ha trovato nuove occasioni d'incontro.

Freud e Ferenczi .

Il superamento dei dogmi non riguarda solo il presente ma anche il passato. Dobbiamo soprattutto a Franco Borgogno la rivalutazione del pensiero dell'ungherese Sándor Ferenczi, conflittuale allievo di Freud, autore di molti scritti (pubblicati dall'editore Cortina con i titoli Opere , Lettere e Diario Clinico ) che, sottratti all'anatema che li aveva colpiti, stanno ora riformulando il campo psicoanalitico. Riconoscere la complementarietà di Freud e Ferenczi significa integrare illuminismo e romanticismo, ordine paterno e ordine materno, corpo e mente, ragione e passione. Mentre Freud si volge al passato, Ferenczi ricerca nel qui e ora della relazione terapeutica i motivi dell'analisi, nella convinzione che l'inconscio del paziente stia cercando vie d'uscita dal blocco nevrotico che vanno riconosciute e assecondate con un ascolto affettuoso e accogliente. L'analisi deve essere in grado di produrre non solo conoscenze ma trasformazioni, un compito che mobilita, oltre la competenza, la responsabilità del terapeuta. Poiché, alla luce di un secolo di psicoanalisi, il mondo interno si è rivelato sempre più complesso e il lavoro analitico più impegnativo, la congiunzione astrale di Freud con Ferenczi, preparata da una diffusa ricezione di Wilfred Bion, appare particolarmente idonea a cogliere interrogativi, esigenze e inquietudini che la psicoanalisi classica aveva solo intuito.

inizio pagina
vedi anche
Il mondo dell'uomo