RASSEGNA STAMPA

18 MAGGIO 2002
PIERGIORGIO ODIFREDDI
Lo scienziato e l'esistenza di Dio

Uno degli eventi della Fiera del Libro di Tori­no sul quale vale la pe­na fissare l'attenzione è la Lectio Magistralis sul tema "I confini del tempo" (sabato 18, ore 21, Sala Azzurra).  E va­le anche la pena fis­sare l'attenzione sul Lector Magistralis John Barrow, che in Italia è ormai di casa. L'ha scoperto una decina d'anni fa la Sigma Tau, che gli ha dapprima commis­sionato una delle sue prestigiose Lezioni Italiane (Perché il mondo è matematico, Laterza, 1991), e l'ha invitato più volte alle manifesta­zioni di Spoleto Scienza.  L'ha poi lanciato editorialmente Adelphi, che ha pubblicato alcuni dei suoi libri più noti, da Teorie del tutto (1992)- a La luna nel pozzo cosmico (1994).  Se lo sono poi recen­temente contesi Rizzoli (Impossibilità, 1999), - Cortina (Dall'io al cosmo, 2000) e Mondadori (Da zero a infini­to, 2002).  Poche settimane fa, infine, Ronconi ha messo in scena alla Bovisa di Milano il suo testo teatrale In­finities.

Si tratta, come si vede, di un vero e proprio professioni­sta della divulgazio­ne scientifica, oltre che di un fortunato autore di best seller di stile anglosassone. Il che significa, natural­mente, che la sua presenza alla Fiera del Libro farà stor­cere il naso sia a coloro che non apprezzano particolar­mente il professionismo in certe cose, sia a coloro che pensano che anche in Italia si potrebbero facilmente trova­re personaggi altrettanto (per non dire più) magistrali per parlare del tempo in fisica, da Carlo Rubbia a Tullio Regge.

Ma, si sa, alle leggi del mer­cato bisogna piegarsi, so­prattutto nei tempi bui in cui sono i mercanti a governare.  Quanto a noi, preferiamo at­tenerci alle leggi della scien­za, e parlare di quella che Barrow ha (o crede) di aver sco­perto, e che l'ha portato alla ribalta nel 1986.  Si tratta del cosiddetto Principio Antro­pico, che dà anche il titolo al suo primo ponderoso libro, scritto insieme a Frank Tipler e mai tradotto in italiano.  So­stanzialmente, partendo dal­la constatazione che la vita è possibile solo perché l'universo è fatto così, il principio deduce (o crede di dedurre) che l'universo è stato fatto co­sì perché la vita fosse possibi­le. O, per dirla più esplicita­mente, che "qualcuno" deve aver scelto i valori delle co­stanti fondamentali apposi­tamente, proprio per render­ci la vita possibile.

La fallacia logica è tanto evidente, da avere persino un nome: si chiama post hoc, er­go propter hoc, ovvero: "do­po, dunque a causa".  Si tratta, cioè, dell'errore di credere che, poiché due eventi si pre­sentano in successione temporale, allora sono collegati causalmente.  Hume, che gli inglesi dovrebbero ben conoscere, sosteneva addirittura che la nozione stessa di causalità non è altro che que­sto errore deduttivo elevato a principio induttivo.

Naturalmente, il motivo per cui questo evidente errore ha comunque ricevuto tanta attenzione, catapultando in particolare Barrow sulla scena, è che il Principio Antropico fa rientrare dalla finestra ciò che la scienza ave­va fatto uscire dalla porta.  In altre parole, quel Dio del qua­le Laplace aveva asserito l'i­nutilità come ipotesi scienti­fica l'8 agosto 1802, quando Napoleone gli aveva doman­dato come mai non ne avesse fatto menzione nella sua esposizione del sistema del mondo.

Dove portino queste belle idee lo si può vedere nel libro di Tipler  La fisica dell'immor­talità (Mondadori, 1995), nel quale si arriva a "dimostrare" addirittura (guarda un po') l'esistenza di inferno, purga­torio e paradiso sulla base delle leggi della fisica.  A onor del vero, oltre che suo, Bar­row ha preso le distanze da questi eccessi del suo coautore, ma rimane il fatto che i due hanno costituito una coppia di cavalli di Troia della religione nella scienza moderna, E conti­nuano a costituirla, come dimostra il contributo di Barrow all'undicesima cattedra dei non credenti organizzata dal cardinal Martini (Figli di Crono, Cortina, 2001), che tratta di "Viaggiare nel tempo", ed è dunque un'ideale anticipazione della lezione magistrale alla Fiera del Libro..
inizio pagina
vedi anche
L'immagine del mondo