![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 25 APRILE 2002 |
|
Che cosa
vuole la maggioranza?
DIALOGO IMMAGINARIO: COME CONDIZIONARE LE DECISIONI DI
UN´ASSEMBLEA CONDOMINIALE
LEI. Ho deciso: alla prossima riunione condominiale chiederò che l'ingresso venga tinteggiato di giallo. Mi sono proprio stancata dei muri bianchi, anche perché ormai sono pieni di brutti segni. Lui. Bisogna vedere cosa ne pensano gli altri. Secondo me molti inquilini preferiscono evitare nuove spese. Lei. È proprio per questo che intendo parlarne alla riunione. Proporrò una mozione: deciderà la maggioranza. Lui. Io formulerei due domande distinte: (1) "Volete tinteggiare l'ingresso?" e (2) "Nell'ipotesi che l'ingresso venga tinteggiato, vi va bene il colore giallo?". Non vorrei che tu pregiudicassi le tue possibilità di successo parlando subito di una nuova tinteggiatura color giallo. Lei. O giallo o niente. A me non interessa ritinteggiare l'ingresso di bianco, o di un qualsiasi altro colore. Lui. Questo l'ho capito. Ma ti consiglio egualmente di procedere con le due mozioni anziché chiedere direttamente che l'ingresso venga tinteggiato di giallo. Lei. Non vedo che differenza possa fare. Se la maggioranza sarà d'accordo che l'ingresso venga tinteggiato di giallo, lo sarà comunque glielo si proponga: attraverso una singola mozione oppure con due mozioni successive, come sembri suggerire tu. Lui. Non è detto. Lei. E perché no? Se la maggioranza degli inquilini rispondesse "Sì" a entrambe le tue domande risponderebbe "Sì" anche alla mia, e viceversa. Lui. È quello che avrei pensato anch'io. E invece risulta che in casi come questi è possibile ottenere risultati discordanti a seconda di come si procede. È un problema che giuristi, economisti e filosofi della politica conoscono bene. Per esempio, supponiamo che i nostri inquilini si dividano in tre gruppi uguali. Il gruppo A risponde "Sì" a entrambe le domande che ti suggerisco di fare: questo gruppo ritiene cioè che l'ingresso vada tinteggiato e ritiene anche che, nel caso l'ingresso venga tinteggiato, il giallo sarebbe il colore adatto. Il gruppo B risponde invece "Sì" alla prima domanda ma "No" alla seconda: si tratta di quegli inquilini che sono d'accordo sulla proposta di ritinteggiare l'ingresso ma non sul colore giallo. Infine, il gruppo C risponde "No" alla prima domanda ma "Sì" alla seconda: questi inquilini sono quelli che non vogliono proprio tinteggiare l'ingresso ma sono comunque d'accordo nel dire che se l'ingresso venisse tinteggiato il colore adatto sarebbe il giallo. Lei. Non c'è dubbio che i membri del gruppo A risponderebbero di sì anche alla mia mozione unica, di tinteggiare l'ingresso di giallo. I membri del gruppo B, però, preferiscono un colore diverso, quindi loro non ritengono che l'ingresso vada tinteggiato di giallo. Quindi loro voterebbero "No" alla mia mozione unica. E naturalmente non lo ritengono nemmeno i membri del gruppo C, per i quali l'ingresso deve semplicemente rimanere com'è. Anche loro voterebbero "No" alla mia mozione. Tuttavia questi inquilini sono d'accordo nel dire che il giallo sarebbe il colore adatto se l'ingresso venisse tinteggiato, per esempio se la maggioranza decidesse di tinteggiare. Lui. Esattamente. E proprio questo è il punto. Nella situazione che stiamo immaginando, tanto la prima domanda quanto la seconda trovano il riscontro favorevole della maggioranza: nel primo caso si tratta degli inquilini appartenenti ai gruppi A e B, e nel secondo caso degli inquilini appartenente ai gruppi A e C. Questo significa che la maggioranza (i due terzi) vuole tinteggiare l'ingresso e la maggioranza (ancora i due terzi, ma "aggregati" diversamente) ritiene che se l'ingresso venisse tinteggiato il colore giusto sarebbe il giallo. A questo punto tu avresti gioco facile a convincere l'amministratore sul da farsi. Nota tuttavia che in realtà solo una minoranza (i membri del gruppo A, equivalente a un terzo) è d'accordo nel tinteggiare l'ingresso di giallo. Quindi la tua proposta verrebbe bocciata anche se entrambe le mie proposte avrebbero il nulla osta della maggioranza. Lei. È una situazione strana! Lui. Strana, ma non impossibile. Nulla vieta che le maggioranze che rispondono affermativamente alle mie due domande siano due maggioranze diverse. Ora, un conto è dire che la maggioranza degli inquilini vuole sia (1) sia (2); altro conto è dire sia che la maggioranza vuole (1) sia che la maggioranza vuole (2), nel qual caso però non sappiamo se la maggioranza vuole sia (1) sia (2). Lei. Detto diversamente, "la maggioranza" può essere un termine ambiguo. E quest'ambiguità si manifesta ogni volta che si tratta di vedere in che misura si "aggregano" le opinioni. Lui. Magari non si manifesta ogni volta, ma può succedere. Possiamo anche dire che quando le opinioni in questione esprimono delle preferenze, come nel nostro esempio, può nascere un problema di interpretazione delle opinioni. Lei. E allora che cosa suggerisci di fare? Se le cose stanno come dici tu farei bene a scomporre la mia mozione in due parti, poiché in ciascun caso mi troverei col supporto della maggioranza. Ma trattandosi di maggioranze diverse sarebbe disonesto poi trarre conclusioni e chiedere all'amministratore di procedere con la tinteggiatura. Lui. Hai ragione. Se vuoi che l'ingresso sia tinteggiato di giallo, forse la cosa giusta da fare è chiedere esplicitamente agli altri se la pensano come te...