![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 15 APRILE 2002 |
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Il grande
successo del convegno 'Fisiologia della mente e della coscienza', organizzato
dal Planetario di Ravenna con la collaborazione dell'università 'Giovanna Bosi
Maramotti' e dell' associazione culturale 'don Giovanni Buzzoni', ha dimostrato
il notevole interesse che suscitano nel pubblico le tematiche scientifiche.
Nelle due giornate del convegno, che venerdì e sabato scorso hanno richiamato a
Ravenna alcuni fra i più importanti nomi del settore, la Sala Cavalcoli della
Camera di Commercio ha registrato il tutto esaurito, premiando in questo modo
gli sforzi degli organizzatori che hanno investito risorse finanziarie e
materiale umano su questo progetto di grande respiro (il progetto "Ravenna
Scienza") che vuole aprire una nuova pagina a favore della divulgazione
scientifica.
Manifestazioni
come queste - ha commentato con soddisfazione l'Assessore alla cultura del
Comune di Ravenna Alberto Cassani - dimostrano come in città ci sia spazio
anche per la divulgazione scientifica di qualità e la grande risposta del
pubblico ci spinge a impegnarci ancora di più su questo versante per dare
continuità ad un discorso che vogliamo continui nel tempo. Del resto - ha
continuato Cassani - l'assessorato alla cultura ha già dato segnali forti in
questo senso, sia con un rinnovo più sostanzioso della convenzione con l'Arar
che affianca la gestione del Planetario, sia intensificando i rapporti con la
'Bosi Maramotti' per promuovere le attività scientifiche.
In queste
giornate si è avuto la sensazione di partecipare ad un grande evento culturale
che si è subito connotato in maniera nuova e sicuramente più funzionale ai fini
della divulgazione. Non si è trattato, infatti, di una semplice 'passerella' di
dotte relazioni, ma di un vero e proprio dialogo con il pubblico, molto attento
e coinvolto, che ha interagito con gli esperti negli appositi spazi riservati
al dibattito e coordinati da Michele Di Francesco, Marco Salucci, Riccardo Manzotti
e Roberta Lanfredini.
Il convegno,
inoltre, si è connotato anche come un confronto interdisciplinare fra tecnici e
filosofi. E a questo proposito è stato determinante l'apporto del professor
Arnaldo Benini, direttore scientifico del convegno, che è riuscito a portare
a Ravenna personaggi come Massimo Scanziani, Claudio Bassetti e Rafael Nuñez,
tutti studiosi di fama mondiale.
Anche se
termini come mente e coscienza fanno parte del linguaggio quotidiano, le loro
definizioni non sono altrettanto scontate e il convegno ravennate ha dimostrato
che sono ancora moltissimi i problemi aperti in questo settore. La vita mentale
è il prodotto della attività cerebrale, ma come tutto questo sia possibile
resta ancora un mistero. Non è ancora chiaro, infatti, come la materia del
cervello possa produrre gli eventi della mente e non è detto che la vita
mentale sia il prodotto esclusivo della sola attività del cervello.
Abbiamo dentro di noi qualcosa come mille miliardi di neuroni e ciò che sorprende è che si tratta degli stessi neuroni che troviamo in un cavallo o in una formica. Eppure solamente nell'uomo questi neuroni sono combinati in modo tale da consentire al cervello di essere una unità pensante. Oggi si sta assistendo a un notevole sviluppo delle neuroscienze e soprattutto si dispone di metodi di indagine che solo pochi anni fa erano impensabili. Un tempo si disquisiva sulla mente e sulla coscienza solamente in termini filosofici e dunque l'approccio al problema era astratto. Lo stesso Galilei, fondatore del metodo sperimentale e dunque rappresentante della 'scienza forte', pur essendo consapevole di un 'problema coscienza' ammetteva la propria incapacità a definirlo e a risolverlo. Ma quattro secoli dopo le affermazioni di Galileo gli scienziati si trovano in mano gli strumenti per un approccio empirico al problema. Filosofia e scienza, dunque, non si escludono a vicenda, ma in questo campo sono alleate per tentare di risolvere il grande mistero cvhe è dentro noi stessi.