RASSEGNA STAMPA

9 APRILE 2002
PIETRO BIANUCCI
Il genoma più importante

La scoperta della mappa genetica del riso

Venerdì scorso la rivista americana "Science" ha pubblicato la mappa genetica di due varietà di riso. Da un piatto di riso dipende la vita di 1 su 2 dei sei miliardi di abitanti del nostro pianeta. E' sufficiente questo dato per capire l'importanza della notizia. La decifrazione del Genoma Umano avrà enormi conseguenze, ma per i nostri pronipoti.

Invece conoscere il genoma del riso significa evitare milioni di morti per fame entro pochi anni. D'ora in poi sarà molto più facile ottenere varietà di riso resistenti, produttive e adatte ai vari terreni. Ecco perché il 5 aprile 2002 è una data da scolpire nella storia della scienza e dell'umanità, in un mondo dove 800 milioni di persone devono andare in palestra perché sono in sovrappeso e 1,2 miliardi hanno un apporto di calorie sotto la soglia di sopravvivenza.

Il patrimonio genetico del riso "indica", mappato dal gruppo a finanziamento pubblico del Beijing Institute (Usa-Cina), è di 466 milioni di basi (ognuna paragonabile a un bit di informazione) organizzate in 55.600 geni; il riso "japonica", mappato dalla anglo-svizzera Syngenta (ex Novartis e Zeneca), ha 420 milioni di basi e circa 50 mila geni (per confronto, il genoma umano, con 3,3 miliardi di basi, è sette volte maggiore).

Tra le piante evolute, il riso ha una posizione intermedia: è 3-4 volte più complesso della Arabidopsis thaliana, mappata nel 2000 per fini esclusivi di ricerca, ma è il più semplice dei cereali, e quindi è una specie di "stele di Rosetta" che aiuterà a decifrare il patrimonio genetico del mais, del grano, dell'avena e così via (i cereali sono importanti non solo in sé ma anche perché alcuni diventano cibo pregiato per animali da carne).

E' interessante anche il dietro le quinte. Le informazioni sul riso "indica", il più diffuso in Asia, sono di pubblico dominio. Quelle sul riso "japonica" (il più comune in Italia) appartengono all'azienda che ha investito nella ricerca e sono disponibili con alcune limitazioni: se ne può far uso solo per studio, non per applicazioni, e per accedere ai dati il ricercatore deve iscriversi al sito Internet della Syngenta e, previa comunicazione scritta, può scaricare solo 100 mila basi al giorno.

Se non si paga, un anno non basta per conoscere l'intera sequenza. Michael Ashburner, dell'Università di Cambridge, e altri venti scienziati tra i quali due premi Nobel, hanno protestato con una lettera a Donald Kennedy, direttore di "Science", che secondo quei ricercatori non avrebbe dovuto pubblicare il lavoro sottoposto a restrizioni. Decida il lettore chi ha ragione.

Una cosa buona comunque c'è. Un riso geneticamente arricchito di vitamina A è già gratuitamente a disposizione del Terzo Mondo, dove la carenza di vitamina A uccide milioni di bambini.
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