![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 30 MARZO 2002 |
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Una rilettura del pensiero dell'economista cattolico Novak
"Dio
che ci ha creati, ci ha donato, nel contempo, la vita e la libertà. Perciò ci
invita alla Sua amicizia e, ciononostante ci lascia liberi. Egli non vuole
l'amore degli schiavi, ma di donne e di uomini liberi che stanno dritti sulle
proprie gambe". Con queste parole Michael Novak presenta il libro del
suo allieso Flavio Felice, intitolato Capitalismo e Cristianesimo (Rubbettino
Pagine 235.
Euro 13,50), che affronta la riflessione del teologo-politilogo americano
nell'ambito del personalismo economico. L'autore, introducendo il pensiero di
Novak, intende mostrare come la forma sociale che più di altre garantisce il
rispetto e la dignità della persona, sviluppandone la soggettività creativa, si
fonda sulle istituzioni del libero mercato, democratiche e pluralistiche in
campo culturale e religioso. Il punto di partenza di tale dibattito è la
convinzione che non esistono società perfette, poiché esse presentano tutti i
limiti che caratterizzano la costituzione fisica e morale degli esseri umani.
Dal libro
vien fuori con tutta chiarezza che l'interesse di Novak per il rapporto tra
etica ed economia nasce dalla constatazione di una doppia base di esperienze.
Da un lato egli constata i risultati fallimentari degli esperimenti
collettivisti e, dall'altro, considera che mettendo a confronto gli ordinamenti
socialisti e quelli capitalisti, emerge l'indicazione che questi ultimi
sembrano essere lo strumento migliore per elevare il tenore di vita, nel
rispetto della dignità della persona umana.
Il libro è
articolato in tre capitoli. Il primo capitolo è dedicato allo stretto legame
che unisce il capitalismo democratico e la partecipazione responsabile, quindi
libera, della persona alla comunità sociale. L'Autore mette in evidenza la
svolta impressa da Giovanni Paolo II al Magistero sociale della Chiesa, basato
su un'antropologia che esalta la soggettività creativa della persona umana. Il
secondo capitolo è incentrato sull'evoluzione del pensiero sociale cristiano ed
in particolare sulla nozione di giustizia sociale, nonché sul processo grazie
al quale la tradizione cattolica ha intrapreso un percorso di graduale
accettazione del libero mercato. Nel terzo capitolo l'autore presenta uno degli
aspetti più originali dell'opera di Novak, ossia, la ternarietà dei sistemi
capitalistici, sintetizzata con l'espressione "capitalismo
democratico", e le loro profonde radici cristiane. Per capitalismo democratico
Novak intende un sistema complesso che difende e promuove la libertà economica
(economia di mercato), la domanda di libertà in campo politico (democrazia) e
le istituzioni in grado di soddisfare l'esigenza di libertà in ambito culturale
e religioso (pluralismo).
La rilevanza del contributo offerto dal libro risiede nell'aver messo in evidenza la possibilità di andare oltre le secche del dibattito fra etica ed economia, il più delle volte incentrato sui comportamenti illegali degli operatori economici. Felice sottolinea l'esigenza di cogliere "le basi etiche dei principi razionali sui quali si fonda la disciplina economica" e di andare oltre il tradizionale dualismo che contrappone la dimensione etica alla dimensione economica, individuando nell'homo creator il termine di riferimento per una prasseologia che, avendo fatto i conti fino in fondo con la critica dei marginalisti austriaci quali Menger, Mises e Hayek, crede che nessuna libertà politica possa esistere al di fuori di un sistema che difenda e promuova una nozione integrale di libertà. Il libro costituisce un serio e approfondito contributo al dibattito, oggi sempre più vivo, dentro e fuori il mondo cattolico, sulla natura e lo scopo dell'agire economico.