RASSEGNA STAMPA

28 MARZO 2002
editoriale
MEDICI E TEOLOGI

Nessuna nuova frontiera della medicina ma un intervento "eticamente inaccettabile", un vero e proprio " crimine contro la sacralità della vita". Ignazio Marino, direttore dell'Istituto mediterraneo per i Trapianti di Palermo (Ismett), boccia senza riserve il trapianto di ovaie eseguito in Cina. Il chirurgo italiano invoca "una moratoria internazionale per impedire questo tipo di trapianti" che solleciterà lui stesso nel prossimo congresso della Trasplantation Society.

"Credo che trapianti di questo tipo siano l'apoteosi dell'egoismo", spiega Marino, perché non sono certamente "interventi salvavita e, anche se l'obiettivo è la procreazione, bisogna ricordare che il patrimonio genetico trasmesso nel caso di una gravidanza non sarà quello della donna sottoposta al trapianto, ma quello della donatrice". "Sono convinto - ha detto ancora - che non tutto quello che è tecnicamente fattibile debba essere eseguito. La medicina deve sempre e comunque tenere conto ed agire nel massimo rispetto dell'uomo, salvaguardando alcuni principi etici e morali che, stando alle notizie riportate dalla stampa, i medici cinesi hanno calpestato del tutto".

Critica, sui motivi di un intervento di questo tipo che, lungi dall'essere un salvavita, "risponde soltanto a fini riproduttivi" anche Silvia Garagna, del laboratorio di biologia dello sviluppo dell'università di Pavia. Per la ricercatrice "bisognerà anche verificare se l'ovaio trapiantato sarà in grado di far maturare correttamente gli ovociti e di permettere l'ovulazione" perché "l'ovogenesi - ha spiegato - è un processo molto complesso, determinato dall'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio".

Parla di un "atto moralmente illecito", "contro natura" e che "altera e confonde il processo procreativo" mons. Mauro Cozzoli, docente di teologia morale all'università Lateranense. "Le ovaie sono organi produttori e portatori dei gameti, vale a dire delle cellule germinali attraverso cui una donna trasmette al nascituro il suo patrimonio genetico e questi è realmente suo figlio" - chiarisce Cozzoli - e un trapianto di ovaio altera e confonde questo processo procreativo". E sull'ennesimo caso estremo per "superare i limiti della fertilità naturale", intende aprire una nuova riflessione anche il comitato nazionale di bioetica.
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