![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 15 MARZO 2002 |
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Morto a 102 anni il grande filosofo Gadamer
"Un
uomo, lo possiamo ben dire, che, fra quanti allora conoscevamo, fu il migliore
e anche il più sapiente e il più giusto". Platone si riferiva a Socrate.
Ma per molti aspetti sono parole che non sembra esagerato pronunciare con
convinzione anche per il filosofo Hans Georg Gadamer, morto a 102 anni a
Heidelberg. Celebre nel mondo, particolarmente amato in Italia, della cui
cultura, a differenza del suo maestro Heidegger, egli è stato sempre un grande
conoscitore e ammiratore. L'idealismo aveva sostenuto che l'orizzonte
inoltrepassabile dell'uomo è il pensiero. Gadamer propone di considerare il
linguaggio come il luogo essenzialmente abitato dall'uomo. Il mondo è come un
testo: vivere è interpretarlo, all'infinito. Una forte valorizzazione del
carattere storico dell'essere. La filosofia di Gadamer - sulla linea Nietzsche,
Dilthey, Husserl, Heidegger - è pertanto un passaggio obbligato della filosofia
contemporanea.
Aveva
conosciuto tutti i maggiori filosofi del XX secolo. Per la sua lontananza dalla
politica, alla fine dell'ultimo conflitto mondiale veniva eletto primo rettore
dell'Università Libera di Lipsia con il consenso delle forze occupanti
sovietiche, ma insieme difendeva Heidegger dall'accusa di collusione col
nazismo. Raramente Heidegger aveva lasciato la Germania. Gadamer ha invece
tenuto conferenze e seminari in tutto il mondo fino a questi ultimi anni, sia pure
riducendo il ritmo dei suoi impegni. Recentemente ebbe a raccontarmi,
scherzando, di essere stato invitato per l'ennesima volta in Italia per una
conferenza e che egli aveva risposto: "Signori miei, grazie di cuore, ma,
ormai, non ho più ottant'anni...".
Socratica,
dunque, anche l'ironia con cui considerava la propria strepitosa vecchiaia, sia
pure coltivando qualche invidia bonaria per il grande scrittore tedesco Ernst
Jünger che il 16 febbraio 1998 era ancora in vita a 103 anni suonati - e sia
pure compiacendosi con il maître di un albergo di San Benedetto del Tronto per
avermi trovato invecchiato rispetto all'anno precedente.
Trovava
stupende le Marche nei mesi di marzo e febbraio. Di mattina presto se ne usciva
in spiaggia senza dir nulla a nessuno e si allontanava. Sentivo allora le
ragazze dell'albergo correre fuori preoccupate e chiamare a lungo e gran voce:
"Professor Gadamer, professor Gadamer!".
È stato
anche un gran signore, con la punta di civetteria che è propria dei gran
signori. Gli avevo fatto notare l'impronta del tutto tedesca del suo volto,
molto bello. Ed egli, compiaciuto, mi aveva risposto che sì, il suo viso
assomigliava proprio a quello di Hölderlin.
Ancora una volta, questo marzo, se ne è uscito tutto solo sulla Spiaggia. Ma, a chi lo chiama, ora egli non risponde più: "Sono qui".