RASSEGNA STAMPA

13 MARZO 2002
ANDREA MANCIA
Cinquecento pagine di cifre contro i luoghi comuni

Deforestazione, inquinamento, rifiuti, effetto serra: tabelle alla mano il professore di statistica smentisce le Cassandre che gridano al disastro

The Skeptical Environmenalist (l'ambientalista scettico), scritto dal danese Bjorn Lomborg per la Cambridge University Press (e di prossi­ma pubblicazione in Italia), non sembra - a prima vista - un libro capace di accendere le passioni e spaccare in due la comunità scienti­fica internazionale.  Questo libro di quasi 500 pagine piene di numeri, grafici e note biblio­grafiche accuratissime è invece riuscito dove pamphlet propagandistici costruiti con ben altre pretese avevano miseramente fallito.  E ha finalmente gettato un po' di luce su quella «grande truffa » della litania ambientalista che inquina, ormai da decenni, il nostro pianeta.

Lomborg - professore associato di statistica all'Università di Aarhus, ecologista, vegetaria­no, ex attivista di Greenpeace vicino (per sua stessa ammissione) alle idee della sinistra scandinava - è diventato un «ambientalista scettico», quasi per caso, soggiogato dalla for­za dei fatti e dal potere persuasivo dei numeri.  Era partito per dimostrare che la Terra era moribonda, insomma, e si è ritrovato a rac­contare una storia del tutto diversa, fatta di una malattia in avanzato stadio di guarigione e di una pletora di medici pronti a giurare il falso pur di ottenere qualche finanziamento in più.

Il libro del professore danese parte dalle stesse fonti utilizzate dalle Cassandre ecologi­ste per gridare al disastro imminente, ma le analizza con rigore scientifico-matematico da una prospettiva di lungo periodo.  E bastano poche pagine per accorgersi della differenza: la Terra, dati alla mano, non è mai stata così bene, proprio come aveva azzardato ipotizzare Julian Simon, ormai decenni fa, in The Ulti­mate Resources. I numeri di Lomborg dipin­gono, falsificandolo, un quadro completo del­la litania ambientalista: deforestazione, fame nel mondo, inquinamento dell'aria, specie animali in via d'estinzione, pesticidi, smalti­mento della spazzatura, fonti d'energia e surriscaldamento terrestre.  Perfino il «sacro te­sto» del Protocollo di Kyoto finisce per essere ridimensionato dalla fredda analisi di The Skeptical Environmentalist che, in punta di piedi e senza alzare la voce, si sbarazza di una serie infinita di luoghi comuni travestiti da para-scienza.

Naturale, dunque, che il Gotha ecologista si sia sentito toccato nel profondo dal lavoro del ricercatore danese.  Ma la reazione scom­posta degli ambientalisti è andata oltre.  Scientific american ha dedicato un numero specia­le alla distruzione sistematica del libro di Lomborg, non andando oltre - per la verità - ­ad una meschina raccolta di insulti gratuiti.  Anche Greenpace, Wwf e Worldwatch Institu­te si sono lanciati in una serie impressionan­te di attacchi che molto spesso sono scivolati nel campo delle offese personali.  Quasi nessu­no, invece, ha avuto il coraggio di affrontare Lomborg sul suo campo, quello dell'analisi statistica dei dati.  Ma sarebbe ingenuo sorprendersi.  La verità, come cantava Caterina Caselli nel '66, fa male.  Ma per chi è abituato a vivere di menzogne, il dolore è addirittura insopportabile.
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