![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 12 MARZO 2002 |
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Era talmente
curioso, Kurt Goedel, che da bambino i genitori e i parenti lo chiamavano
Herr Warum, il Signor Perché. Questa insaziabile ed inesauribile curiosità,
associata ad un'eccentrica vita da genio, gli permisero di diventare uno dei
logici più creativi e influenti del Novecento. Due nuovi volumi assai ricchi di
informazioni sulla vita e l'opera del grande matematico sono oggi disponibili
nelle librerie: "Dilemmi logici. La vita e l'opera di Kurt Gödel" di
John W. Dawson, e "L'eccentrica vita di un genio" di John L. Casti
e W. DePauli. Gödel nacque in Moravia il 28 aprile 1906. La febbre reumatica
che lo colpì all'età di sei anni è all'origine delle fissazioni che lo
accompagnarono per tutta la vita: era infatti sua convinzione che i medici
fossero in errore allorché lo giudicarono guarito perché, a suo giudizio, la
malattia gli aveva procurato una profonda lesione al cuore. Traggono origine da
questa idea fissa la sua sfiducia nella classe medica e una propensione a
ritenersi vittima di malattie immaginarie e, nell'ultima parte della sua vita,
di misteriose persecuzioni.
La sua
instabilità emotiva e i suoi disturbi mentali (che lo costrinsero in diverse
occasioni all'internamento in ospedali psichiatrici) lo portarono a morire di
inedia il 14 gennaio 1978 a causa della malnutrizione dovuta al timore di
essere avvelenato.
Negli anni
Venti del Novecento Gödel entrò all'Università di Vienna. La città era pervasa
da un grande fermento culturale e Gödel fu subito attirato dal Circolo di
Vienna. Pur frequentando tutte le riunioni che diedero origine al positivismo
logico, il suo atteggiamento nei confronti del Circolo di Vienna era costituito
comunque da una mescolanza di simpatia e distacco. I suoi interessi per la
filosofia erano molto meno profondi di quelli per la matematica e, in
particolare, per i grandi problemi che David Hilbert aveva posto all'inizio
del secolo al Congresso Internazionale di Parigi: nella sua tesi di dottorato
il giovane Kurt, all'età di venticinque anni, espose la soluzione di uno di
essi. Era riuscito a mostrare che è impossibile, per qualunque sistema
matematico sufficientemente complesso, trovare al suo interno la dimostrazione
della propria consistenza. In altre parole, qualunque sia la struttura formale
e l'insieme dei principi su cui fondare un sistema matematico, esso non potrà
mai dimostrare di non essere contraddittorio.
Ogni sistema
matematico è incompleto perché esisteranno sempre verità matematiche non
dimostrabili al suo interno.
La portata
di questo teorema è enorme e la genialità del matematico che riuscì a
dimostrarlo altrettanto: purtroppo la sua creatività, in quegli anni, si
esprimeva in un isolamento crescente. A guerra ormai scoppiata - all'inizio del
1940 - fuggì, come molti altri suoi colleghi scienziati, negli Stati Uniti. Per
raggiungere l'Institute for Advanced Study di Princeton attraversò in treno
l'Unione Sovietica, in nave l'Oceano Pacifico e poi, in treno, gli Stati Uniti.
Da allora non mise più piede in Europa.
A Princeton
furono pochissime le persone che frequentò: tra le poche amicizie che coltivò
ci furono quelle di John Von Neumann, il padre dei moderni calcolatori, e di
Albert Einstein. L'amicizia con il grande fisico lo indusse a studiare la
relatività generale. Ne risultò un celebre lavoro scientifico con il quale
Gödel riuscì a dimostrare l'illusorietà del tempo: le equazioni di Einstein,
mostrò Gödel nel 1949, permettevano di affermare che Kant aveva ragione
allorché asseriva che il tempo era solo una forma della nostra percezione
sprovvista di realtà fisica.
L'influenza delle ricerche di Gödel sul progresso scientifico non si limitò al pensiero logico-matematico e alla fisica fondamentale: si pensi alla notevole importanza dei suoi lavori scientifici per lo sviluppo delle tecnologie informatiche. Il libro di Dawson, il quale è, tra l'altro, il curatore del fondo che la moglie di Gödel ha lasciato alla Princeton University, è ricco di informazioni sulla vita e sull'opera intellettuale del grande logico: la sua lettura richiede un certo impegno ed è consigliabile a chi sia provvisto di un bagaglio di conoscenze matematiche e logiche. La lettura del volume di Casti e DePauli è più accessibile per i non addetti ai lavori pur essendo un'opera biografica e divulgativa rigorosa e di alto livello.