![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 7 MARZO 2002 |
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A Pechino l'assenza di vincoli avrebbe
favorito la ricerca sulle cellule staminali, annunciato il brevetto di un
metodo per duplicare embrioni.
Preoccupati i ricercatori americani
In questi giorni una
massiccia campagna pubblicitaria ha infiammato il dibattito sulla clonazione
umana negli Stati Uniti, un tema controverso su cui il Congresso è chiamato a
decidere. L'argomento è balzato alla
ribalta quando una società di Worcester nel Massachussets, Avanced Cell Technology,
ha fatto sapere di essere riuscita a duplicare per la prima volta nella storia
un embrione umano.
La
doccia fredda è arrivata ieri, con una corrispondenza del Wall Street Journal
da Changsha in Cina: gli scienziati del Xianya Medical College negli ultimi due
anni hanno clonato dozzine di embrioni umani a scopo di ricerca. Esperimenti analoghi sembrano essere da
tempo una routine in almeno altri tre centri universitari della Repubblica popolare
cinese.
«Non
siamo rimasti tanto indietro rispetto agli occidentali, ha dichiarato
compiaciuta la professoressa Lo Guangxiu, che con il suo team lavora sia nel
campo della fertilità assistita che in quello delle colture di cellule
staminali. In America fanno notare che
le ricerche svolte allo Xianga Medical College non sono state per ora
verificate da esperti indipendenti, ma nella comunità scientifica il timore è
che non si tratti affatto di una bufala. Lo smacco sarebbe gigantesco: gli
Stati Uniti, leader indiscussi nel campo della ricerca biotecnologica a
livello mondiale battuti dai cinesi con due anni di distacco.
Le
principali università americane avevano lanciato da tempo l'allarme: se la
ricerca sugli embrioni umani continuerà a essere ostacolata negli Stati Uniti
da pregiudizi di ordine morale, altri si avventureranno in questo campo e
vinceranno la sfida in uno dei settori più promettenti della ricerca medica.
«Abbiamo
due strade davanti a noi - ha dichiarato il professor Paul Berg, premio Nobel
per la chimica, docente alla Stanford University -. Possiamo condannare i
cinesi come gente senza dio che vive nell'impero del male, oppure dire: ehi,
un momento non possiamo essere tagliati fuori da questa corsa».
Le
due proposte in discussione al Senato Usa hanno entrambi obiettivi di controllo
sulla ricerca scientifica: la prima chiede una totale messa al bando degli
esperimenti che prevedono l'utilizzo di embrioni umani, la seconda che gli
embrioni possano essere riprodotti in laboratorio a condizione che non vengano
mai portati a maturazione.
Il
presidente Bush ha auspicato un divieto totale degli esperimenti e ha negato
l'erogazione di fondi federali ai laboratori che svolgano qualsiasi tipo di
ricerca su cellule embrionali umane.
Lo scontro fra le posizioni attraversa tuttavia i confini tradizionali
tra repubblicani e democratici. «Il corpo umano non è un bene che possa essere
riprodotto a livello industriale per essere smembrato in pezzi di ricambio», ha
dichiarato la senatrice democratica Mary Landrieu.
Gli
scienziati fanno notare che un embrione è qualcosa di molto diverso da un
essere umano e persino da un feto e che proibire la ricerca significa negare
una speranza a milioni di pazienti in tutto il mondo. Le cellule staminali che si ottengono dagli
embrioni sono infatti cellule indifferenziate in grado di evolvere in
qualsiasi tipo di cellula e quindi, almeno in teoria, di rimpiazzare ogni tipo
di tessuto umano. Le ricerche indicano
che queste metodiche potrebbero presto portare a nuove ed efficaci terapie
contro patologie degenerative altrimenti incurabili, dal morbo di Alzheimer al
cancro.
Sui
giornali americani gruppi religiosi, organizzazioni per la tutela della vita e
della dignità umana, hanno pagato annunci che evocano lo spettro di
«allevamenti di embrioni», gigantesche incubatrici dove replicare esseri
umani destinati a essere smontati e impiegati come pezzi di ricambio.
Uno
scenario da fantascienza assai inquietante che sembra fare presa sui timori
del pubblico americano, A sostegno della ricerca si sono mossi molti divi di
Hollywood, fra cui Christofer Reeve, l'attore che ha interpretato Superman e
che ora è immobilizzato su una carrozzella dopo una brutta caduta da
cavallo. Reeve ha spiegato che per
tutti coloro che hanno subito lesioni alla colonna vertebrale le cellule
staminali ottenute dagli embrioni rappresentano l'unica speranza di cura.
Negare la ricerca equivale a una condanna.
Il Senato deciderà entro la primavera, ma intanto i cinesi hanno fatto sapere di voler brevettare la metodica della professoressa Lo per utilizzarli pienamente a fini commerciali.