![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 6 MARZO 2002 |
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Intervista alla sociologa Marta Nussbaum, docente di Diritto ed
etica presso l'Università di Chicago:"Nuove pagine saranno scritte con il
sangue di innocenti"
"Per
cinquant'anni Stati Uniti ed Unione Sovietica hanno temuto un attacco
reciproco. Entrambe le potenze si basavano sulla minaccia della distruzione
nucleare e quell'equilibrio militare ha assicurato la pace per mezzo secolo.
Oggi fanatici kamikaze continuano a seminare morte e terrore". A parlare
in questi termini è la sociologa Martha C. Nussbaum, docente di diritto ed
etica presso l'Università di Chicago che continua: "Nello spartiacque
della storia, altre pagine continueranno ad essere scritte con il sangue di
tanti innocenti".
Il
terrorismo si sta rivelando la grande minaccia del Terzo millennio e tutti i
governi sono allertati...
"Purtroppo,
la contestazione violenta e antagonista ai governi democratici occidentali sta
assumendo le forme più varie e, talvolta, estreme, con il rischio di cadere
nell'estremismo anarchico o nel velleitarismo utopistico e ideologico. Secondo
me, è necessaria la teoria filosofica per risolvere bene questo problema. Un
approccio filosofico si basa su una visione universalista delle funzioni umane
cardinali strettamente unita ad una forma di liberalismo politico. Scopo del
progetto, nel suo insieme, è di fornire la base filosofica ad un esame dei
principi costituzionali fondamentali che dovrebbero essere rispettati e fatti
rispettare dai governi di tutte le Nazioni, come minimo essenziale richiesto
dal rispetto della dignità di ogni singolo individuo.
Posso
sostenere con fermezza che le norme universali di tolleranza religiosa, di
libertà di associazione e di altre libertà, sono essenziali per impedire, ai
vari sottogruppi illiberali, di minacciare le forme legittime di pluralismo.
Una strategia internazionale, volta a neutralizzare il terrorismo, dovrebbe
essere valutata per la sua capacità di analizzare questi problemi e
consigliarne le soluzioni".
Da oggi in
poi, sia che il terrorismo colpisca ancora violentemente, sia che venga
sconfitto dalla forza multinazionale, la vita degli americani potrà essere come
prima?
"Ciascuno
di noi, vedendo quelle macerie, è stato pervaso da rabbia e dolore. Ci si è
chiesti il perché, e non si son trovate giustificazioni. Si tratta di azioni
che hanno una dimensione globale e volte a colpire la società mondiale. Gli
americani, che da sempre sono stati molto orgogliosi della libertà di
circolazione delle idee e delle persone, con il trascorrere dei mesi, si sono
resi conto che la quotidianità non può essere più la stessa. Qualche esempio? I
controlli accurati e le pesanti restrizioni individuali a cui siamo tutti
sottoposti. Negli aeroporti, centinaia di migliaia di passeggeri sono accolti
da guardie con mitra spianati e devono fare lunghe code per il check-in. Una
volta in volo, poi, si nota un'insolita presenza di squadriglie di F15 ed F16
dell'Us air force, costantemente in volo sui cieli di Chicago, Washington, New
York, San Diego, S. Francisco. Inoltre, mentre prima, tra molti afroamericani,
era diffusa la moda di scegliersi nomi musulmani per richiamarsi all'Islam,
oggi, gli stessi temono che tale scelta possa diventare un boomerang che
risvegli imprevisti conflitti sociali. Alcuni di quelli che abitavano a
Manhattan sono tornati nell'antico quartiere di Harlem per paura di
rappresaglie".
La vita
economica degli americani è cambiata?
"Certamente
la nostra vita, e non solo quella economica, è molto cambiata. Abbiamo una
recessione in atto, anche se molti economisti affermano che ne usciremo entro
qualche mese. Ma, attualmente, tutto il corpo dell'economia reale sembra
attraversare uno stato di shock. E le misure di stimolo che il presidente Bush
ha presentato al Congresso, secondo alcuni, sono insufficienti. Per stimolare i
consumi, bisognerebbe proteggere soprattutto le famiglie, i senza lavoro, i
giovani in cerca di occupazione e quelli che non hanno un'assicurazione
sanitaria. Ma la maggior parte degli americani, secondo i sondaggi, resta
compatta intorno al proprio presidente e questo nonostante le misure di
sicurezza varate abbiano avuto un inevitabile impatto sulle libertà civili di
ciascuno di noi".
Contro il
relativismo culturale, da non intendersi tolleranza, lei propone un
universalismo aperto ai contributi di ogni civiltà e con il rispetto delle idee
migliori tratte dai diversi ambiti culturali.
"Il mio vuol essere un dialogo tra la filosofia classica ed i problemi dell'oggi; tra le nostre teorie sul diritto e la giustizia internazionali e i diritti esistenti. Per esempio, la tradizione che tratta con disprezzo le donne, o altri gruppi minoritari, negando loro i diritti civili e politici, va decisamente criticata. Rispettare le persone, infatti, vuol dire anche criticare la tradizione che le opprime. Inoltre, noi che viviamo in Paesi opulenti, abbiamo il dovere di salvare dalla fame, dalla povertà e dalla malattia gli abitanti delle Nazioni povere, anche perché i doveri legati al senso di giustizia, non si devono limitare a concedere solo rispetto e dignità ma anche aiuto materiale".