![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 3 MARZO 2002 |
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Una ricerca del forum «Delphi 2002»
tratteggia rischi e opportunità dell'«e-society»
Davanti a noi si prepara un
quinquennio complesso, costruito su un nuovo equilibrio conflittuale, in cui la
new economy tornerà a galoppare. Sarà
più forte l'Europa ma incapace di tenere a bada l'esuberanza americana su
tutti i fronti. Il centro-destra
vincerà in Germania, il centro-sinistra trionferà in Francia. Intanto l'Italia continuerà a perdere colpi
sul terreno dell'innovazione tecnologica, anche se cresceranno i settori della
comunicazione, della sicurezza e dell'abbigliamento. Mentre nel rapporto tra
Pubblica amministrazione e cittadino qualcosa non funzionerà: prenderà
infatti forma e sostanza quello che viene definito «effetto San Matteo», a causa
del quale chi trarrà i maggiori vantaggi dalle innovazioni legate al cosiddetto
«e-government» potrebbero essere quelli che meno ne avrebbero bisogno: i
giovani invece degli anziani, gli abitanti delle grandi città invece di
quelli dei centri minori, e così via.
Sono solo alcune delle
conclusioni cui giunge la ricerca del forum «Delphi 2002» sugli scenari
dell'innovazione tecnologica nei prossimi anni. La ricerca, promossa da Telecom Italia Lab, S3 Studium e
dall'Aspen Institute italiano, è stata presentata a L'Aquila, di fronte a una
platea super selezionata di accademici, imprenditori e top manager, tra cui
spiccavano alcuni discussant di
assoluto pregio: il presidente dell'Aspen Institute Carlo Scognamiglio, il
biologo molecolare Edoardo Boncinelli, l'ex cda Rai Alberto Contri, l'amministratore
delegato di Cisco Italia Stefano Venturi.
Insomma, per due giorni si è discusso del futuro della globalizzazione,
degli scenari che si stanno preparando dopo lo schock dell'11 settembre e,
naturalmente, delle conseguenze che tutto ciò potrà avere sulle vite di
tutti. Al centro della riflessioni il
tema dei temi: ovvero, il ruolo e le conseguenze dell'innovazione tecnologica
sull'economia, la cultura, la società, la pubblica amministrazione. Se ne è discusso a partire dalle
considerazioni svolte in un corposo documento, che ha raccolto le riflessioni
congiunte di un gruppo di intellettuali e studiosi certamente eterogeneo. Ne hanno fatto parte infatti, tra gli altri,
il filosofo ulivi sta Massimo Cacciari, la pasionaria dell'ecologismo
no-global Grazia Francescato, l'amministratore delegato delle Poste Corrado
Passera e l'economista di area cattolica Giacomo Vaciago.
E proprio l'estrema varietà
di posizioni e sensibilità presenti nel pool che ha redatto il documento
rappresenta il punto di forza e di debolezza di una ricerca in chiaroscuro,
assai approfondita sui dati di scenario e sulle previsioni socio-economiche,
prevedibile e qua e là conformista sulle interpretazioni geopolitiche e sociologiche. E così sul piano delle tendenze economiche
e finanziarie lo studio è certamente interessante e annuncia le tendenze
fondamentali del nostro Paese. Sarà
boom per l'abbigliamento e l'artigianato di qualità, ma anche per tutti i
settori pubblici che si avviano a essere liberalizzati: sanità ed educazione in
testa. Crisi nera invece per le auto,
il turismo, l'elettronica di ampio consumo e l'edilizia. Ma quando ci si sposta sui terreni della
politica, della società e della cultura, la tonalità scientifica del documento
lascia spazio ad accenni più ideologici, a qualche spinta antimoderna, e a un
pizzico di retorica made in Porto Alegre.
Immaginiamo naturalmente a chi poter ascrivere, tra chi ha partorito il documento di «Delphi 2002», affermazioni come la seguente: «uno dei pericoli futuri sarà dunque quello di una nuova forma di dittatura democratica che guadagna il consenso attraverso i media». E sempre agli stessi esperti ideologicamente orientati pensiamo di poter attribuire la previsione che la politica sarà sempre più ridotta a marketing da gente come Berlusconi e Bloomberg (ma evidentemente non da gente come i Rutelli e i Clinton), che nel campo delle politiche pubbliche italiane saranno tempi di «molti annunci, poche riforme» e che (last but not least) soltanto il movimento di Seattle continuerà a rappresentare le magnifiche sorti del progresso e della democrazia, Firmato: Massimo Cacciari e Grazia Francescato.