RASSEGNA STAMPA

1 MARZO 2002
ENRICO NEGROTTI
Il ministro contro la decisione della Gran Bretagna

Sirchia: non blocca la ricerca il no alla clonazione terapeutica

Non blocca la ricerca un eventuale divieto di procedere alla clonazione "terapeutica". Lo sostiene il ministro della Salute Girolamo Sirchia, secondo il quale si tratta solo di "uno slogan fragile, portato due anni fa come bandiera da chi gridava allo scandalo. In realtà i fatti hanno dimostrato come le cellule staminali adulte sono sovrapponibili a quelle embrionali, anzi qualche volta più valide perché più pilotabili. Naturalmente è un percorso lungo e occorrono molti anni ancora e non occorre ricorrere a pratiche a mio avviso non etiche che turberebbero molte coscienze e pregiudicherebbe la ricerca molto di più". Il ministro si è detto quindi personalmente contrario alla scelta della Gran Bretagna di autorizzare la produzione di embrioni umani a scopo di ricerca, "anche se il Parlamento è la sede giusta per dibattere e prendere decisioni con leggi". Pieno accordo invece con la posizione espressa in sede Onu dagli Stati Uniti e dalla Santa Sede per ottenere un bando completo della clonazione umana.

E che molti studi debbano ancora essere compiuti per conoscere con precisione i meccanismi della clonazione viene confermato da un articolo pubblicato su "Nature Medicine". Randall Sakai dell'Università di Cincinnati ha riscontrato che topi clonati diventano obesi una volta adulti. Secondo l'autore verrebbe dimostrato che responsabili dell'obesità potrebbero essere fattori associati con la manipolazione delle cellule o con il metodo di trasferimento di nucleo attualmente usato. Dati che confermano i timori espressi in più circostanze da Ian Wilmut, il "padre" di Dolly. Posizione simile viene espressa da Maurizio Zuccotti, dell'Università di Parma e del laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'Università di Pavia, e che collaborò con Ryuzo Yanagimachi, all'Università delle Hawaii, alla clonazione del primo topo, Cumulina. "Le percentuali di successo nella clonazione animale - spiega - sono ancora molto basse, di appena l'1-2%. Ciò significa che il 98-99% degli embrioni clonati non riesce a completare lo sviluppo a causa di anomalie genetiche".
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