![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 22 FEBBRAIO 2002 |
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Dibattito internazionale all'Università romana di Tor Vergata
"La
natura amalgama di politica greca, di cartesianesimo francese e di parchi
americani". La definizione è di Bruno Latour, sociologo, anche se
l'etichetta gli va stretta, di fama internazionale. Ha di recente pubblicato un
libro di filosofia politica dell'ambiente, "Politiche della natura",
che ha suscitato diverse polemiche, soprattutto nel mondo ambientalista.
Battendosi per una democrazia della scienza, cioè per una scienza partecipata
realmente dai diversi attori sociali se la prende soprattutto con gli
ecologisti militanti che, a suo dire, considerano la natura come una realtà
intangibile e di fatto impediscono ogni possibilità di accordo su temi di
interesse collettivo che riguardano l'ambiente. Oggi e domani, un convegno
internazionale alla seconda università romana di Tor Vergata, fa il punto su
"Natura, coltura, cultura", fra estetica, architettura, design e
comunicazione. Partecipano nomi illustri del mondo delle idee e della società
civile: Mario Perniola, Luc Boltanski, Fulco Pratesi, Augusto Morello, Maurizio
Morgantini, Paolo D'Angelo, Giorgio Muratore, Ruggero Martines, Giuseppe
Patella, Hugh Miller, Sandro Cursi, Carlo Freccero e molti altri. "Il
convegno - spiega il professor Perniola - si inserisce in un progetto
strutturale di ampio respiro in cui problematiche di carattere teorico entrano
in un rapporto di fattiva collaborazione e confronto con ambiti più operativi
come quelli del design, della pubblicità, del marketing, delle strategie e
delle tecniche di promozione della scrittura e dell'immagine. Esso presenta una
duplice focalizzazione: da un lato sul rapporto fra cultura e coltura,
dall'altro sul rapporto tra cultura e Natura. Si tratta infatti in primo luogo
di ripensare la stessa origine ed essenza della nozione di "cultura",
la quale, come è noto, proviene dal latino "colere", i cui
significati originari (abitare e coltivare) rimandano alla vita rurale. In
secondo luogo - continua Perniola - non meno importante è riflettere su come la
tradizionale opposizione natura-cultura sia oggi l'oggetto di una radicale
messa in discussione ad opera dell'estetica e della sociologia della scienza.
Se, come dice Bruno Latour, la stessa idea di natura ha sempre avuto una
valenza politica, si tratta di individuare i nodi teorici e pratici che stanno
alla base delle crisi ecologiche cui assistiamo (degradazione ambientale,
effetto serra, mucca pazza). È evidente - conclude il filosofo italiano - che
queste questioni presentano una grande rilevanza per il design, l'architettura,
l'urbanistica e il mondo della comunicazione. Il progetto del presente convegno
costituisce una ulteriore conferma del carattere interdisciplinare che ha
qualificato i precedenti convegni di questa serie".
Molto atteso
l'intervento di Bruno Latour, che non è nuovo alle polemiche. Già negli anni
passati il filosofo francese è intervenuto nel cosiddetto caso Sokal - il
fisico americano che attaccava gli umanisti che si lasciano tentare dallo
"scientismo" - che vedeva opposti umanisti e scienziati, criticando
aspramente la riproposizione della vecchia separazione tra le scienze e
difendendo, per contro, la possibilità di un sapere libero di muoversi in ogni
direzione. Nel suo lavoro intellettuale Latour ha sempre voluto evitare la
distinzione rigorosa tra i saperi, occupandosi di temi trasversali e
avvalendosi di un approccio ai problemi di tipo multidisciplinare.
Politica e
natura nel pensiero di Latour sono al centro dell'intervento del professor
Giuseppe Patella. "Al fondo del pensiero del filosofo francese - spiega
Patella - si può intravedere il tentativo costante di lavorare ad un'opera di
cucitura, di connessione, sempre difficile però sempre necessaria, fra campi
del sapere che spesso, anche per ignoranza, tendiamo a separare, sforzandosi in
sintesi di riconnettere quelle che un tempo si chiamavano "le due culture"".
Il caso ad esempio dell'opposizione classica natura/cultura, soggetto/oggetto, o anche sapere scientifico/sapere umanistico. L'approccio al problema è in chiave di filosofia politica, e non poteva essere altrimenti, dal momento che la natura non è qualcosa che si offre spontaneamente al nostro sguardo ma è qualcosa che viene prodotto. Non esistono, scrive Latour, "da un lato, la politica e, dall'altro, la natura. Da quando il termine è stato inventato, ogni politica si è definita in rapporto alla natura, e ogni tratto di quest'ultima, ogni sua prerogativa e funzione dipendono dalla volontà politica di limitare, riformare, fondare, semplificare, illuminare la vita pubblica".