RASSEGNA STAMPA

16 FEBBRAIO 2002
FABRIZIO COSCIA
ASPETTANDO TONI NEGRI

Il suo "Impero" è il futuro. Anzi è già vecchio

Sarà pur vero che nessuno è profeta in patria, come dicevano gli antichi. Ma il Toni Negri che sbarca oggi a Galassia Gutenberg per presentare l'Impero osannato dalla stampa americana e ora accolto in Italia con qualche stroncatura, resta l'evento clou della XIII edizione della mostra-mercato. L'attesa è palpabile tra gli stand di Galassia: sono in molti a chiedere conferme e notizie sulla presenza dell'ex leader operaista ed è scontato che oggi alle 16.30, alla presentazione del suo saggio (scritto a quattro mani con Michael Hardt), ci sarà la folla delle grandi occasioni. Il professor Negri, dunque, sbrigate in mattinata le dovute formalità burocratico-giudiziarie legate alla deroga al regime di semilibertà ottenuta per l'occasione (l'ex leader di Autonomia sta scontando una pena per insurrezione armata), sarà accolto a Galassia con tutti i crismi della star. Ci andrà il milieu politico-culturale napoletano anti-globalizzazione? E che pensa di Negri alla Mostra e al successo di Impero?

Francesco Caruso, voce partenopea dei No Global, che già da Porto Alegre avevano garantito la loro presenza a Galassia, anche se "in veste privata" e prendendo le dovute distanze dal "cattivo maestro", consiglia di non esagerare né con le lodi né con le critiche: "Ci sono ancora molti in Italia a cui, quando si parla di Negri, si rizzano i capelli in testa. Bisogna invece prendere atto che è un intellettuale come gli altri, che interpreta e legge l'attuale fase economica di globalizzazione con un'analisi politica con alcuni elementi interessanti, ma anche con aspetti che non condividiamo. Definire il suo saggio il "libretto rosso" dell'antiglobalizzazione, come qualcuno ha fatto, mi sembra eccessivo, anche perché questo movimento non ha maestri né profeti che lo rappresentino. Se c'è qualcosa che infastidisce è semmai una certa saccenza nel pensiero negriano nell'imporsi sempre delle fughe in avanti ideologiche, nel voler annunciare sempre una "crisi" epocale prima degli altri".

Di diverso parere è Erri De Luca, che giudica invece Impero un libro paradossalmente già invecchiato. "La mia impressione - afferma lo scrittore napoletano - è che si tratti di un libro che pensa alla globalizzazione neoliberista come un progetto di ordine, di consolidamento della propria sfera d'influenza. Dopo l'11 settembre l'Impero non c'è più, si è trasformato in una reazione di puro anarchismo, in espressione del dirittto di rappresaglia. L'idea di Impero è già saltata, è diventata semplicemente il diritto di pugno degli Americani. E questo lo si vedrà prestissimo, sulla questione Iraq". Di fronte all'11 settembre, dunque, anche il concetto di Impero risulterebbe inadeguato. Per Roberto Esposito, invece, che con Negri ha animato un dibattito politico pubblicato di recente su "Micromega", il saggio di Negri e Hardt "resta importante, nonostante alcune mie riserve su molte tesi e sulla sua tonalità ideologica". Per Esposito "Impero" coglie infatti "il passaggio irreversibile dalla crisi della sovranità degli stati nazionali verso la globalizzazione e ci dice, a ragione, che tutte le vecchie categorie della politica non sono più utilizzabili, che si tratta d'inventarsi un nuovo lessico politico". E dunque, nonostante le polemiche e le critiche, "Negri resta senz'altro in Europa oggi uno degli intellettuali di maggior profilo".

Ma come mai, allora, in Italia si fa ancora fatica a separare l'intellettuale Negri dal Negri militante politico degli "anni di piombo"? "Nei suoi confronti ci sono dei pregiudizi che fanno velo a una serena lettura dei suoi testi - risponde Maurizio Zanardi, editore di Cronopio -. Il mio sospetto è che ciò che disturba del pensiero di Negri sia la parola "comunismo", che irrita ancora molti e che Negri non ha mai rinnegato. E del resto non è l'unico intellettuale europeo a parlarne. Anche Jacques Derida ha scritto recentemente che l'istanza marxista è destinata a tornare". Sul caso-Negri, dunque, la polemica è aperta: per tutti l'appuntamento è oggi alle 16.30 all'anfiteatro Domenico Rea. Con Negri, a condurre il dibattito, ci sarà Alberto Abruzzese.
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vedi anche
Filosofia (e) politica