![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 15 FEBBRAIO 2002 |
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La ragazza dell'ombrellone di fronte, questa estate aveva una farfalla tatuata sul seno. Quando camminava sulla sabbia era come se la farfalla prendesse vita e volasse. Era bellissima. Ma perché quel tatuaggio? Dove finiscono l'individualità e l'identità e dove cominciano la massa e il conformismo? Vengono in mente i porcospini di Schopenhauer: se si avvicinano troppo tra loro per scaldarsi, si pungono; se si allontanano hanno freddo: "Venivano sballottati avanti e indietro fra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca che rappresentava per loro la migliore posizione". E viene da pensare anche a cosa ci sta accadendo oggi, dopo gli attentati alle Twin Towers: società impaurite, distanze culturali che aumentano, terrore cieco di alcuni, legami primordiali che si ricreano in altri. Massa, dal greco maza, ovvero la pasta per fare il pane. Dunque impastare, modellare. La società di massa nasce soprattutto con l'industria moderna. Il modello organizzativo della tecnica industriale non poteva limitarsi a creare prodotti, doveva modellare comportamenti funzionali al suo funzionamento. Taylorismo, fordismo e controllo dei tempi hanno creato il modello base di organizzazione delle masse. Quel modello ha dato l'impronta alla società. Fascismo, nazismo e comunismo (i totalitarismi moderni), ma anche le democrazie liberali sono state le diverse "forme" che la politica ha offerto alla tecnica per modellare la società di massa. E oggi? Ieri la massa era intesa come "concentrazione" - nella fabbrica come nella piazza. Oggi - fino all'11 settembre - alla "concentrazione" era subentrata la "dispersione" e "atomizzazione" degli individui nella società dominata dalla tecnica e da Internet. Di massa era diventata anche la solitudine, persi i legami sociali della prima società di massa, ma nessun nuovo legame sociale all'orizzonte. Cedevamo al nichilismo della tecnica (che non ha valori né passioni) e insieme lo reiteravamo continuamente, nell'illusione che il vuoto edonistico significasse più libertà. Intanto il marketing non promuoveva più (come ieri) consumi di massa, bensì individualizzati. Non cercavamo più la soddisfazione dei bisogni di base, ma subivamo la stimolazione esasperata dei desideri edonistici, accettando sempre più quella che già Locke chiamava la "passione acquisitiva". Questo era l'esito della nostra società consumistica e "comunicazionale". Le nuove "masse post-moderne" erano totalmente organizzate dalla tecnica, non dalla politica né dalle religioni. Vuoto esistenziale ed edonismo consumistico erano gli elementi della nuova-massa, la forma di organizzazione economica e sociale dettata dalla tecnica. Non avevamo più bisogno di ordini espliciti né di capi carismatici, le procedure di "funzionamento" sociale erano state da noi perfettamente introiettate, sempre più educati e addestrati dalla tecnica e dall'economia. Ma dopo l'11 settembre? Torneremo alla "massa-concentrata" del passato - chiusi oggi nella nostra angoscia? Oppure la nuova massa-solitaria dell'era della comunicazione si affiancherà alla vecchia, integrando Internet e Patria? Edgar Morin teme che, nell'incertezza del futuro, non resterà che rifugiarsi nel passato, nella religione alcuni, nella bandiera altri. Sarà davvero così, nella semplificazione imposta dal neo-conformismo globale post-11 settembre? Sono passati giusto ottant'anni dalla pubblicazione di Psicologia delle masse e analisi dell'io di Freud e già allora Freud diceva che l'uomo è parte di molte masse e anime collettive, non di una sola. Molti hanno studiato questa "cosa" inafferrabile che è la società di massa, vista soprattutto come "nemica" della ragione individuale. Oggi dobbiamo però fare i conti con una "tecnica" divenuta un autentico a priori universale, che domina comunque e ovunque, anche ora che risorge la pre-modernità dei fondamentalismi, prodotti anche della nostra post-modernità. Così che oggi tutto sembra reggersi da un lato sul nichilismo della tecnica, dall'altro sul dilagare dell'angoscia e del fondamentalismo (fenomeni e processi speculari tra loro): sembra così trionfare solo il legame "funzionale" ("sei ciò che fai", voluto dalla tecnica) o l'aggregazione paranoica ("l'altro è tuo nemico", imposto dalla guerra e dal fondamentalismo). Ma tra post-modernità e pre-modernità è tutto un gioco di maschere e di specchi, tra illusioni di autonomia e "organizzazioni" sempre più pervasive. Dalla "massa" delle fabbriche a quella di Internet, a quella identitaria e angosciata di oggi. Freud, per fortuna, ci aiuta ancora a capire. Dunque, assolutamente da rileggere.