![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 22 GENNAIO 2002 |
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All'interno
del gruppo di pensatori che hanno tentato di conciliare il liberalismo col
socialismo, Bobbio differisce dai suoi principali predecessori in vari punti
importanti. Uno di essi è semplicemente
il suo campo di ricerca specifico.
Bobbio è un filosofo di vasta formazione, che si è misurato con la
fenomenologia di Husserl e di Scheler prima della guerra. Con l'esistenzialismo
di Heidegger e Jaspers durante la guerra e con il positivismo di Carnap e Ayer
dopo la guerra. Le sue personali
preferenze epistemologiche sono state sempre sperimentali e scientifiche
andando chiaramente contro quell'inclinazione che egli qualifica come
«ideologia italiana», congenitamente speculativa e di orientamento idealistico.
In
questo senso, egli ricorda Mill, Russell o Dewey. Diversamente da loro, tuttavia, Bobbio non è un filosofo di
grande statura per originalità; ancor meno è un economista, come lo furono
invece Mill o Hobson. Ma se egli non ha
prodotto nessuno studio significativo in logica o epistemologia, etica o
economia, la sua dimestichezza con le principali tradizioni del pensiero politico
occidentale - da Platone e Aristotele sino a Tommaso d'Aquino o Althusius, da
Pufendorf e Grozio a Spinoza e Locke, da Rousseau o Madison a Burke Hegel, da
Constant e De Tocqueville a Weber e
Kelsen - è però più grande, non solo dal punto di vista della conoscenza
storica, ma per la penetrazione e la profondità.
Un'altra
differenza rispetto ai suoi predecessori principali è costituita dalle
coordinate politiche di Bobbio, in certa misura più complesse rispetto alle
loro. Infatti Bobbio si situa
all'incrocio fra tre grandi correnti di pensiero reciprocamente in
conflitto. Per la sua formazione di
fondo e per convinzione Bobbio è un liberale.
Ma il liberalismo italiano è sempre stato un fenomeno a parte,
all'interno del quadro europeo.( ... ) Bobbio è un erede di quel momento
eccezionale (la Resistenza, n.d.r.) che fu - come egli stesso ha più volte
dimostrato l'esperienza politica centrale che lo ha formato. Personalmente e moralmente vicino a
Capitini, le sue preferenze pratiche erano quelle di Calogero, sebbene nel suo
caso esse fossero combinate con un senso lucido della probabile forza del Pci
dopo la Liberazione che lo avrebbe guidato più o meno inevitabilmente - a un
più profondo confronto con la cultura marxista. Già liberale, in questi anni Bobbio divenne socialista. Ma, come i
suoi predecessori anglosassoni, non solo egli era liberale prima di diventare socialista, ma è rimasto prioritariamente tale anche dopo la scelta socialista.