RASSEGNA STAMPA

23 NOVEMBRE 2001
EDOARDO BONCINELLI
I test genetici sono una cosa seria e ..

I test genetici sono una cosa seria e costituiscono uno dei maggiori trionfi della scienza moderna. Ma vanno usati con giudizio e con discernimento. E' qualche tempo che a noi genetisti capita di commentare il fatto che in Italia operano molti più laboratori che eseguono test genetici di qualsiasi altro Paese europeo. Questo non è facile da comprendere soprattutto considerando che ci riteniamo un popolo poco informato sugli ultimi sviluppi delle tecnologie. Fare un test genetico, quando è necessario, è una cosa utile e lodevole. Sembra dubbio però che tutti quelli che eseguono questi test ne abbiano veramente bisogno. La cosa più appropriata potrebbe essere quella di fare un test solamente quando prescritto da un medico che sia a conoscenza delle condizioni di chi deve fare il test e dei suoi familiari. Purtroppo a volte sono gli stessi medici curanti che sono poco informati.

Parliamo prima di analisi condotte su persone, in genere ragazzi più o meno giovani. Esistono essenzialmente tre tipi di test: quelli di conferma, quelli di approfondimento e quelli di suscettibilità. I test di conferma hanno lo scopo di dare una veste definitiva ad una diagnosi già fatta su altre basi.

Servono sostanzialmente a chiudere il capitolo della diagnosi e ad aprire quello della terapia, oggi quasi sempre possibile.

Molto più interessante è il test del secondo tipo, che ha lo scopo di indicare con precisione di quale sottotipo di una certa malattia genetica si tratta effettivamente. All'interno della stessa patologia esistono infatti molti sottotipi, riconducibili ad altrettanti tipi diversi di alterazione genica. Conoscere con precisione il sottotipo è utilissimo per impostare razionalmente la terapia e, cosa forse ancora più importante, informare i genitori su quello che potrà succedere ad altri eventuali figli.

Esistono poi i test che non servono a mettere in luce la causa di una determinata malattia genetica, ma solo a rivelare a chi è interessato se è predisposto ad un determinato difetto oppure no. Tipico è il caso della predisposizione al tumore al seno, per la quale esiste oggi un test che coinvolge i geni BRCA1 e BRCA2. In tutti questi casi occorre chiarire che essere predisposto a una patologia non significa che si svilupperà inevitabilmente quella patologia, ma solo che si è più predisposti di altri e occorre magari osservare certe precauzioni. Anche questi test dovrebbero però essere fatti soltanto quando c'è un qualche indizio che le cose stiano così, ad esempio perché ci sono altri casi in famiglia. Mai dovrebbero essere condotti comunque senza necessità e soprattutto senza essere accompagnati da un'adeguata informazione clinica, che prende il nome di consulenza genetica o counseling genetico . Solo un buon medico che conosca la genetica e che abbia presente la problematica psicologica connessa a tutto questo può dare il consiglio più giusto. Altrimenti si creano malati immaginari, sommersi da un'ansia per la loro salute futura che non ha quasi mai una ragion d'essere.

Ancora più accortezza e parsimonia sono necessarie se i test vengono condotti su esseri non ancora nati. In questo caso, un'analisi superflua può anche rivelarsi pericolosa. Insomma, un'attenzione al proprio stato di salute è perfettamente legittima, ma dev'essere accompagnata da un'adeguata informazione.
inizio pagina
vedi anche
Biotecnologie