![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 13 NOVEMBRE 2001 |
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"Il primo tentativo è stato un fallimento". Alcuni
pazienti hanno ripreso con successo le terapie convenzionali
"Se si
dovesse tornare indietro su questa cosa, resterebbe solo da dire che i Talebani
sono più avanzati di noi". Una provocazione forte quella dell'oncologo
Umberto Tirelli, ma sicuramente motivata - dal suo punto di vista - da dati
certi e sperimentati, anche al Cro di Aviano. Ilmalumore nasce dopo la
richiesta al ministro della Salute, Girolamo Sirchia da parte delgovernatore
del Lazio, Storace, di ripetere la sperimentazione della cura Di Bella contro
il cancro.
"Sono
sicuro - spiega il dottor Andrea Veronesi, uno degli oncologi del Centro di
riferimento di Aviano che ha seguito da vicino la sperimentazione del '98 - che
il ministro agirà da scienziato anche alla luce della sperimentazione già
avvenuta. E su questo fronte c'è materiale sufficiente per decretare che la
terapia in questione è del tutto inefficace ed inefficiente". Ma a cercare
di bloccare una nuova sperimentazione non è solo il Cro di Aviano, ma l'intera
Associazione degli oncologi. "I politici come Storace - azzanna Tirelli -
non possono non tener conto di quello che dice la scienza. La comunità
scientifica si è già espressa sulla sperimentazione: è stata un fallimento su
tutti i fronti. Perchè allora volerla riproporre? Storace - va avanti - parla
di speranze. Ma qui si tratta di pure illusioni, di quelle che fanno male alla
gente. Si parla tanto di buco nella sanità, soldi che non ci sono, necessità di
ridurre servizi e chiudere ospedali. Perchè allora si deve rifinaziare una
terapia che - è scientificamente provato - non ha dato risultati? Nessuno è
contro la libertà di cura - conclude - chiunque lo desideri può scegliere
terapie non convenzionali. Ce ne sono molte, non solo quella Di Bella. Però non
è giusto che i costi ricadano sull'intera collettività una volta che è stato
testato sopra ogni dubbio che quella cura non funziona. Insomma, chi sceglie
quella strada se la deve pagare di tasca propria".
L'ultimo screening su come sono andate le cose con la sperimentazione al Cro è stato fatto nelle settimane scorse. Due erano i protocolli Di Bella seguiti al Centro. Il primo riguardava il cancro alla mammella ed erano interessate cinque donne. Il secondo era quelloosservazionale con 22 pazienti. "Non abbiamo visto alcun miglioramento in assoluto" - taglia corto il dottor Veronesi. Anzi, alcuni pazienti hanno poi optato per la terapia convenzionale con ottimi risultati. Gran parte degli altri sono deceduti.