![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 1 NOVEMBRE 2001 |
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Professor
Buiatti, come tutelare la biodiversità?
"Senza
variabilità siamo rigidi, si muore. Gli organismi hanno bisogno di plasticità
come accade per il genoma. L'ambiguità del gene e la sua capacità di
adattabilità non solo permette la ricostruzione della storia dell'uomo ma apre
diverse strade. Questo è il segreto della vita. Mantenersi vivi con la varietà
dei modelli e non con l'imposizione di una sola norma. Bisogna salvaguardare i
prodotti locali, le varietà locali in qualunque campo. Un piano per la salvaguardia
della biodiversità nella agricoltura rappresenterebbe un passo concreto.
L'interazione è fondamentale. La capacità di cambiare mantiene la stabilità. La
complessità delle molecole rappresenta la stessa necessità di
quell'equilibrio".
Quali soluzioni adottare per il futuro?
"Occorre
ridiscutere molti progetti. Sono necessari cambiamenti di mentalità. Si corre
come insetti per mantenere elevati livelli di vita condizionati dall'apparenza.
Bisogna cambiare rotta. Nuove metodologie potrebbero essere costituite da
progetti economici, studi ambientali nell'ambito di piccoli sistemi
territoriali magari auspicando collaborazione tra autorità locali e imprese.
Dobbiamo puntare su attività che non condannino l'ambiente. L'eccesso ricade
sul territorio e crea conseguenze inimmaginabili. Il turismo a basso carico è
un idea. Il guaio è che il nostro sistema economico è basato sulla
contrattazione. Unire concertazione e qualità può significare vivere meglio,
riflettere sulle risorse ed impostare nuovi modelli culturali in sostituzione
di quelli frenetici che sembrano dominare attualmente".
Parlando della attuale crisi internazionale, Morin ha sottolineato
che non si può fare a meno della propria cultura ma ha ammonito a non cadere
nella dicotomia, che si sta creando con sempre maggior forza, degli
schieramenti opposti. La salvaguardia della storia è una difficile opera di
interdisciplinarietà e di identità?
"Indubbiamente si. Come ho già detto, tra scienza, storia, cultura ed etica sussiste un intreccio profondo. Va evitato il fondamentalismo sia laico che religioso. Ma è importante non fossilizzarsi su modelli culturali che non ci appartengono. Occorre ripensare tutta l'etica del consumo. Rivedere lo sfruttamento delle risorse significa porre nuove relazioni che in modo tale da non far sentire nessun popolo emarginato ed escluso. Che è il problema dell'Islam. La sopravvivenza delle culture passa dalla possibilità di un dialogo paritario tra paesi. Ciò significa pace e convivenza tra i popoli in nome delle proprie tradizioni. Come per la biodiversità".