RASSEGNA STAMPA

26 OTTOBRE 2001
NICOLA BORZI
Addio alla clonazione

Esperimento shock negli Usa

Il futuro è nella riprogrammazione di cellule adulte: trasformati i componenti della pelle di un mammifero. La ricerca dei creatori della pecora Dolly mira a terapie per il diabete

Con un esperimento scientifico innovativo, per la prima volta un gruppo di cellule adulte della pelle è stato "riprogrammato" da biologi statunitensi e trasformato in cellule cardiache funzionanti senza la creazione di un embrione. La prestigiosa rivista scientifica Usa The New Scientist ha dato notizia dell'avvenimento con un articolo : un gruppo di cellule di epidermide di un bovino è stato ricondotto alla fase staminale (si tratta di cellule originarie e indifferenziate, capaci poi di trasformarsi differenziandosi - secondo le informazioni biologiche ricevute - nelle diverse cellule che conpongono gli organi e i tessuti) e quindi trasformato in cellule del muscolo cardiaco.

In precedenza, i biologi molecolari erano riusciti già a individuare cellule staminali negli embrioni e a trasformarle nella base di tessuti o organi determinati, come pure si era già in grado di prendere cellule in corso di trasformazione in componenti di un tessuto e di modificarle "riprogrammandole". La novità dell'esperimento condotto negli Stati Uniti dalla società di ricerca inglese PPL Therapeutics sta invece proprio nella riconduzione alla fase di staminali e riprogrammazione di cellule adulte completamente differenziate.

L'esperimento è stato condotto da un team della PPL

Alcuni ricercatori di biologia molecolare di un team della PPL Therapeutics di Blacksburg (Virginia) hanno confermato al New Scientist la riuscita dell'esperimento. "Siamo molto soddisfatti perché non ce l'aspettavamo", ha affermato Alan Coleman, direttore della ricerca al quartier generale della PPL, nel Regno Unito. "Il messaggio più importante ottenuto dalla clonazione era quella che una cellula adulta con una vita specializzata poteva essere "riprogrammata", come se il suo "dischetto" di informazioni potesse essere completamente "ripulito". Questo processo fu effettuato inizialmente con la formazione di un embrione. Ora siamo sulla rotta che ci potrà consentire di farlo senza tornare alla fase embrionale", ha detto Coleman.

Per motivi di tutela commerciale, Coleman ha rifiutato di fornire al New Scientist le informazioni esatte riguardo alla procedura che è stata seguita. "Il "santo Gral" sta nella capacità di riprogrammare una cellula immergendola in composti chimici, ma noi non possiamo comunicare se è quanto abbiamo fatto noi ora", ha detto il ricercatore.

Il primo obiettivo è trovare una cura per il diabete

Esperimenti condotti nel 1997 da Azin Surani dell'Istituto di ricerca sul cancro di Cambridge (Inghilterra), avevano suggerito l'ipotesi che una cellula adulta prelevata da un topo potesse venire riprogrammata fondendola in un tessuto di cellule staminali embrionali private del Dna contenuto nel loro nucleo (l'esperimento era stato riportato anche dal New Scientist ). Così, un tessuto di cellule coltivate potrebbe servire come una "capsula" standardizzata per riprogrammare le cellule personali di un paziente.

"Una delle idee è quella di prendere parte di una cellula staminale embrionale e di usarne il citoplasma per riprogrammare il nucleo di una cellula", ha detto Coleman. "Ma non posso confermare né smentire se è quanto abbiamo fatto in questo esperimento",ha aggiunto.

Il team di ricerca della PPL adesso spera di dimostrare che le cellule adulte possono essere trasformate in una vasta gamma di cellule. "Il nostro obiettivo principale è quello di trovare una cura per il diabete attraverso la creazione di insulina da parte di cellule che possiamo trapiantare sui pazienti", ha affermato Coleman. La sfida maggiore che si pone ora agli scienziati è quella di essere in grado di replicare l'esperimento con cellule umane. La ricerca infatti è stata condotta sinora su altri mammiferi. Questa seconda fase dello studio probabilmente sarà condotta nel Regno Unito, dove ha sede il quartier generale della PPL.

PPL, la società leader mondiale nella clonazione

La PPL Therapeutics è la società nota a livello mondiale per avere creato la pecora Dolly, il primo mammifero clonato della storia. La società, quotata alla Borsa di Londra , è specializzata nelle ricerche di biologia molecolare e di biotecnologia necessarie per la produzione di proteine umane per uso farmaceutico e alimentare. Oltre che al quartier generale di Cambridge e all'Istituto Roslin di Edimburgo, nel Regno Unito, la PPL è attiva con alcune joint venture negli Usa e in Nuova Zelanda, dove sta conducendo ricerche per la creazione e la gestione di una mandria di bovini geneticamente modificati e clonati dal cui latte si possano estrarre proteine aintitrombotiche del sangue umano utili per l'industria farmaceutica.

Le questioni di bioetica e la clonazione terapeutica

La scoperta consentirà ai ricercatori di produrre cellule staminali pluripotenti (in grado cioé di differenziarsi in una vasta gamma di cellule di tessuti e organi diversi) per il trattamento di malattie come quelle cardiovascolari o il diabete senza la creazione di un embrione clonato dal paziente originario. La clonazione terapeutica infatti è una delle questioni di bioetica più controverse, che ha diviso e continua a suscitare aspre polemiche e dibattiti all'interno del mondo scientifico e tra i ricercatori e le autorità religiose. Si tratta di un tema ampiamente dibattuto, tra l'altro, anche da più di un Comitato di bioetica di Paesi quali l'Italia , il Regno Unito e gli Usa .

I due documenti ufficiali italiani in materia

Dopo il documento del Comitato nazionale di bioetica della Presidenza del Consiglio (presentato il 3 novembre scorso), anche la Commissione di studio sull'utilizzo di cellule staminali per finalità terapeutiche , istituita dal ministro della Sanità, Umberto Veronesi, e presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco , ha presentato il 28 dicembre scorso a Roma il proprio documento finale , frutto delle analisi scientifiche ed etiche sulla ricerca in questo settore delicato e rivoluzionario della biologia umana.

Perché si discute di cellule staminali

Il dibattito sugli aspetti etici dell'impiego nella ricerca di cellule staminali pluripotenti umane è esploso dopo che esperimenti condotti negli anni scorsi hanno dimostrato la capacità delle cellule staminali di fornire terapie per una serie di malattie o di traumi, alcuni dei quali sinora incurabili. Si è scoperto, ad esempio, che cellule staminali adeguatamente stimolate sono in grado di trasformarsi in cellule nervose, o in tessuti muscolari, o in altri tipi di cellule in grado di formare organi come il fegato. La ricerca sull'impiego terapeutico delle cellule staminali è così mirata o alla creazione di organi da impiantare sui pazienti (come nel caso delle "cornee coltivate" per il trapianto) oppure all'impiego diretto delle cellule di terzi per terapie su patologie come i tumori o l'Alzheimer.

Nei mesi scorsi, ad esempio, la rivista Nature Medicine ha pubblicato un articolo sull'identificazione di cellule staminali sanguigne purificate come fonte di cellule epatiche adulte . Nel mondo la ricerca medica sta analizzando le potenzialità di questa categoria di cellule almeno dal maggio '98, quando dopo una gara internazionale tra istituti di ricerca durata 17 anni un team di scienziati dell'Università del Wisconsin-Madison pubblicò sulla prestigiosa rivista Scienceun rapporto sul primo esperimento riuscito di derivazione e coltivazione prolungata di cellule staminali di derivazione embrionale.

Cosa s'intende per cellula staminale

Per cellula staminale, secondo la definizione del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), "s'intende una cellula capace, nel suo processo continuo di duplicazioni successive, di differenziarsi fino a diventare una cellula di un particolare tessuto". "L'impiego delle cellule staminali umane solleva importanti problemi di natura etica che riguardano essenzialmente l'origine delle cellule e il modo con cui esse sono derivate", sostiene il documento del Cnb.

Le due definizioni di clonazione

Secondo il Cnb "il termine clonazione viene spesso applicato in modo ambiguo. In primo luogo occorre distinguere tra clonazione per scissione e clonazione per trapianto nucleare. La prima consiste nella produzione di più embrioni per separazione delle cellule ai primi stadi di divisione: è stata effettuata con successo su embrioni umani allo scopo di aumentare l'efficacia dei metodi di fecondazione in vitro e della diagnosi pre-impiantatoria. La seconda, associata alla famosa generazione della pecora Dolly, consiste nel rimuovere il nucleo da un uovo ("ovocita enucleato") e sostituirlo ("trapianto nucleare") con il nucleo di una cellula somatica di un paziente ("trapianto nucleare somatico")".
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