RASSEGNA STAMPA

21 OTTOBRE 2001
ROBERTO CASATI
Lewis, filosofo dei filosofi

     Un ricordo del più grande dei «metafisici» contemporanei

Se Bill Evans era il piani­sta per i pianisti, quello che tutti i jazzisti andava­no ad ascoltare, David Lewis è stato il filosofo per i filosofi. I suoi articoli e i suoi libri hanno definito e occupato il centro della riflessione contempora­nea in metafisica, filosofia del­la mente e filosofia del linguaggio, e per i filosofi contempora­nei non averli letti significa non essere informati, né più né meno.  Filosofo analitico a Prin­ceton, probabilmente il diparti­mento più prolifico degli Stati Uniti, Lewis non si è mai rico­nosciuto nella definizione dog­matica di filosofia analitica che fa del linguaggio il punto di partenza per l'analisi filosofi­ca. Il suo contributo principale riguarda la metafisica della mo­dalità (la possibilità e la neces­sità sono modi di esistere di un individuo, o modi di essere ve­ra di una proposizione) e va sotto il nome di "realismo mo­dale".  La teoria è complessa, ma l'immagine di fondo è sem­plice e suggestiva.  Per Lewis non esisterebbero solo gli indi­vidui attuali (noi e il nostro ambiente), ma anche molti (illi­mitatamente molti) individui non attualizzati che non sono di un tipo fondamentalmente diverso da noi e dalle cose del nostro ambiente e non sono do­tati di una esistenza più evanescente.  Per esempio, c'è una mia controparte, del tutto simi­le a me, che abita in una contro­parte di casa mia (una casa del tutto simile alla mia), e che invece di lasciare questa siga­retta nel pacchetto si mette alla finestra a fumare.  Se si accetta l'esistenza delle controparti si spiegano nozioni come la possi­bilità e la necessità.  Dire che potrei fumare questa sigaretta significa pensare che una mia controparte sta fumando una controparte della mia sigaretta; dire che è necessario che io sia un essere umano significa che tutte le mie controparti lo sono.  Le controparti abitano in uni­versi possibili del tutto privi di legami di spazio, tempo e cau­salità con il nostro universo.  Il mondo attuale, quello in cui viviamo, non ha nulla di specia­le, se non il fatto che ci vivia­mo noi.  Non esiste "più" degli altri.  Tutti questi mondi egual­mente esistenti saturano il campo metafisico e la loro gigante­sca pluralità è sembrata indige­sta a molti filosofi metafisica­mente più ascetici.  Lewis la di­fende sulla base di un'analisi di costi e benefici, un principio me­todologico esplicito che richiede di valutare sempre le conseguen­ze di una posizione filosofica.

I mondi, possibili sottendono l'interpretazione delle frasi condi­zionali controfattuali, che tipicamente presuppongono la falsità dell'antecedente: «se fossero tut­ti nati in Finlandia, parlerebbero tutti fmlandese».  Secondo Lewis una frase come questa è vera se nei mondi possibili in cui sono nati tutti in Finlandia tutti parla­no fmlandese; la teoria richiede, però che solo certi mondi vada­no esaminati, quelli più simili al nostro in certi rispetti.  La causa­lità, una delle nozioni centrali in metafisica, viene a sua volta in­terpretata come un'asimmetria controfattuale rispetto al tempo: se oggi scrivessi un articolo diffe­rente, domani sul mio schermo ci sarebbero parole diverse; ma non è detto che ci sarebbero state parole diverse ieri.

Il senso comune estende l'asimmetria temporale dei con­trofattuali negando la possibilità dei viaggi nel tempo, che Lewis considera invece metafisicamente del tutto legittimi: basta non pensare a un viaggio nel tempo come a uno spostamento, ma come alla saldatura controfattua­le di certe fasi presenti della vita del viaggiatore nel tempo con fasi passate della sua vita.  In pratica, il viaggiatore del tem­po era già nel passato, non lo ha alterato con il suo viaggio (e non può quindi alterare il pre­sente, come invece piacerebbe agli autori di fantascienza).

Le analogie tra spazio, tempo e modalità sono l'asse portante del sistema (se si può ancora spe­rare di trovare un filosofo siste­matico ai nostri giorni, questo è sicuramente Lewis).  Alla loro ba­se si annida il principio di "sopravvenienza humiana": non ci sono connessioni necessarie nel­la realtà, che è un mosaico di miniate particolari giustapposti.  Non potrebbero esserci due uni­versi o mondi possibili differenti se non ci fossero differenze nei loro rispettivi mosaici, ovvero in qualche minifatto locale.  Ma non ci sono altre differenze.  Per esempio, i controfattuali sono interpretati guardando le somiglian­ze tra i dettagli dei diversi mondi. E si può parlare di viaggi nel tempo se si trova un qualche indi­viduo nel passato le cui fasi asso­migliano alle fasi adeguate di un individuo a lui successivo nel tempo, e assomigliano loro quan­to basta per farci dire che le fasi precedenti dipendono controfat­tualmente da quelle successive.  Non serve altro.

Da un autore che viene ricor­dato dai colleghi per il conversa­re in paragrafi numerati e per la proprietà assai estrinseca di aver viaggiato su tutto il siste­ma ferroviario britannico ci si può aspettare anche che abbia lasciato più di un classico in aree assai disparate.  Anzitutto un contributo fondamentale, sempre molto citato, alla filoso­fia del linguaggio: l'interpreta­zione delle convenzioni - linguistiche e non - come soluzio­ni di giochi di coordinazione (Conventions).  Ma anche, tra molti altri lavori: una semantica basata sulla generalizzazione dell'idea di Carnap per cui i signi­ficati sono associati a funzioni che determinano le "estensioni" (General Semantics), la conce­zione dell'identità personale che interpreta le persone come interi le cui parti sono fasi temporali (Survival and Identity), la riduzione della teoria degli insie­mi alla teoria degli interi e delle parti (Parts of Classes) e una deliziosa e surreale teoria mate­rialista dei buchi (Holes, scritto con la moglie Stephanie).  Si tratta di testi originali e creativi, capaci di mostrare aspetti insoli­ti e sorprendenti di un problema di snidare analogie profonde tra settori apparentemente distanti della conoscenza e del pensiero; articoli dalla lucida eleganza, modelli insuperati per chi cerca di scrivere rispettando il lettore.
inizio pagina
vedi anche
analisi e commenti