RASSEGNA STAMPA

20 OTTOBRE 2001
MAURIZIO SCHOEPFLIN
Trovare un'amicizia tra Omero e Alberini

Tre millenni di ricerca sul più basilare rapporto umano

E ora la tecnica favorirà gli incontri personali?

Massimo Baldini, “La storia dell'amicizia”, Armando Pagine 192. Lire 24.000

Quando pensiamo all'amicizia, succede qualcosa di simile a quello che capitava a sant'Agostino nel momento in cui rifletteva sul tempo: il santo dottore aveva ben chiaro in mente che cosa fosse il tempo, ma era in difficoltà nel definirlo dinanzi a ipotetici interlocutori.

E così, appunto, sembra accadere anche riguardo all'amicizia: ognuno di noi sa bene che cosa intende con questo termine, ma quando si tratta di doverne esplicitare il significato in maniera chiara e rigorosa cominciano i guai. Fin dagli albori della civiltà gli uomini si sono interrogati sull'amicizia - senza riuscire a ottenere valutazioni oggettive o definizioni univoche, tentando di rispondere a domande che tutt'oggi non hanno perso niente della loro viva aderenza all'esperienza: che cos'è l'amicizia? Esiste davvero? Chi è l'amico? È possibile e opportuno diventare amici?

Una ricostruzione ampia e vivace di questo dibattito ci viene offerta da Massimo Baldini, docente di filosofia del linguaggio presso la Luiss di Roma, nel recente volume La storia dell'amicizia: si tratta di uno studio serio e, nello stesso tempo, di facile lettura, che, presentando sinteticamente le concezioni di numerosissimi autori, segue l'evolversi del concetto di amicizia all'interno della cultura occidentale.

La prima parte dell'opera è dedicata all'antichità e al medioevo: ecco dovunque le voci dei sommi ingegni della Grecia classica, come Omero, Platone, Aristotele, Epicuro; ecco i grandi maestri della sapienza cristiana, quali Ambrogio, Agostino, Abelardo, Tommaso. Nella seconda sezione, composta da venti capitoletti, Baldini guida il lettore all'incontro con alcuni fra i maggiori protagonisti della cultura dell'età moderna, tra cui spiccano Erasmo da Rotterdam, Montaigne, Cartesio, Voltaire, Kant. Nella terza parte, infine Baldini ha raccolto gli insegnamenti di numerosi intellettuali dell'epoca contemporanea: dagli ottocenteschi Manzoni, Schopenhauer, Rosmini, Kierkegaard e Nietzsche, ai più vicini Croce, Papini, Malaparte, Saint-Exupéry, Abbagnano, Alberoni e Ben Jelloun.

Ottimismo e pessimismo, speranza e disillusione si intrecciano sinfonicamente: ciascun autore ha sottolineato un aspetto dell'amicizia, una sua caratteristica, un rischio che le è connesso, una gioia che sicuramente reca con sé; Baldini li fa parlare tutti e tutti li ascolta, nella convinzione che ognuno abbia un messaggio importante da consegnare al lettore, senza per questo rinunciare a proporre con chiarezza le proprie convinzioni: "Agli inizi del XXI secolo - egli scrive nell'introduzione - l'amicizia sembra ormai essere perdente... Per alcuni, i più pessimisti, è la sua stessa sopravvivenza ad essere messa in forse da alcune caratteristiche strutturali del vivere di questi ultimi decenni: forte nomadismo, mancanza di tempo, formalismo nei rapporti interpersonali, incomunicabilità ecc. A nostro avviso, tuttavia, non è ancora giunto il momento di stendere il certificato di morte dell'amicizia". Anzi - e Baldini lo afferma con particolare forza - sarà proprio la società contemporanea a rappresentare un formidabile banco di prova per l'amicizia: essa, caratterizzata com'è dal dominio dell'elettronica e di sempre nuovi strumenti tecnologici capaci di annullare ogni distanza, ci saprà dire se l'uomo del terzo millennio avrà ancora voglia e bisogno di essere amico e di possedere amici.

Massimo Baldini

La storia dell'amicizia

Armando

Pagine 192. Lirea 24.000

Maurizio Schoepflin

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