RASSEGNA STAMPA

7 OTTOBRE 2001
editoriale
Ludwig e la qualità della vita

Effettivamente, come ha ragio­ne di rilevare Luigi Perissínotto, è tuttora difficile - e sono passati ben 50 anni dalla mor­te del filosofo Ludwig Wittgen­stein, avvenuta a Cambridge il 26 aprile 1951 - «valutare quale po­sto occupi Wittgenstein nella filoso­fia contemporanea».  La splendida solitudine - ma non si legga «isolamento» - tra i grandi del Novecen­to per l'acutezza, la complessità e l'innovatività del pensiero, resta so­speso, in qualche modo (e se tali dispute mantengono un senso), tra gli analitici che, pur considerandolo con Frege e Russell tra i padri fonda­tori, «sembrano avere imboccato vie che Wittgenstein avrebbe osser­vato con grande diffidenza o a cui si sarebbe vigorosamente opposto» (l'idea di una sostanziale contiguità tra scienza e filosofia) e i continenta­li che hanno fatto proprie non poche delle nozioni del filosofo.  Un contributo prezioso, e lo è ancora di più quando ci si rende conto che è proprio la difficoltà di collocazione il punto di partenza, è l'ultimo nume­ro della rivista «aut-aut» (n. 304, luglio-agosto 2001, pagg. 168, La Nuova Italia, L. 18.000) che dedica tutta la prima parte del fascicolo a «Wittgenstein, linguaggio privato e filosofia».  La rivista si apre con delle «Note per la lezione filosofica» dello stesso Wittgenstein, tradotte per la prima volta in italiano (da Tiziana Fracassi) che ancora una volta indagano la dubbia corrispondenza delle parole con l'oggetto che sono chiamate a desi­gnare e continua con saggi dello stesso Perissinotto, che affronta con lucidità «il problema degli altri» nel­la filosofia wittgensteiniana, di Sil­vana Borutti e Jean-Pierre Cometti. Temi di respiro più generale, af­fronta la «Rivista di filosofia» (n. 112001, pagg. 200, il Mulino, L. 38.000) che dedica il nu­mero (curato da Eugenio Lecaldano e Salvatore Veca) a «La qualità della vita», un dibattito che da circa a un decennio viene affrontato te­nendo conto di una serie si problematiche che toccano da vicino que­stioni riguardanti l'etica (ne parla Lecaldano), il diritto, la medicina, l'economia e la teoria politica, sul­la quale si intrattiene, invece, Ve­ca. Ma vanno segnalati, per rigore ed interesse, anche i contributi di Ian Carter, critico nei confronti del­le teorie di Martha Nussbaum e Sen, di Maurizio Mori che tratta della natura della bioetica e quello di Carlo Augusto Viano, intitolato «Scelta e qualità della vita».
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