RASSEGNA STAMPA

30 SETTEMBRE 2001
MELISSA BERTOLOTTI
Bimbi "perfetti", da ovociti congelati

Il ginecologo Carlo Flamigni, del Sant'Orsola di Bologna, coinvolge altri ospedali italiani nella sperimentazione sulla fecondazione da ovociti. La psicologa Vegetti Finzi avverte: i bimbi si sceglieranno su un catalogo

Un bambino scelto per catalogo, alla moda dei mobili o degli abiti. Un figlio ad hoc, combinato su misura, con tanto di occhi azzurri abbinati a morbidi capelli biondi o capelli corvini e setosi con chiari occhi verdi. Se poi avete un modello di riferimento, magari l'attore dell'ultimo film cult o il cantante di grido, tanto meglio. Il ginecologo di turno sarà informato del modello desiderato e saprà dare vita a quelli che si prospettano come figli della scienza e senza eros. Fantascienza o rischio reale?

Già oggi, in Italia, ogni anno nascono 750 "figli della provetta". Un processo di fecondazione assistita che rischia di essere manipolato. Il professor Carlo Flamigni, ginecologo dell'Università Sant'Orsola di Bologna, non è così convinto. E, dopo aver avuto l'autorizzazione dall'ex ministro della Sanità Umberto Veronesi, dall'Emilia ha già fatto nascere, da ovociti congelati, ben 34 bambini.

Per una prima colonia di bimbi (il più grande ha quattro anni e il più piccolo pochi mesi) che, a breve, avrà tanti altri fratelli. Perché, annuncia Flamigni, "ci sono quindici centri medici, da Genova a Torino fino a Bari e Avellino, pronti a seguirmi nella sperimentazione". Ospedali diversi che, insieme, hanno firmato il manifesto di bioetica laica. E che, con gli ovociti congelati, si apprestano a proporre una valida alternativa alla fecondazione con embrione congelati che, da sempre, vede l'opposizione della Chiesa, contraria a qualsiasi figlio nato al di fuori da un'unione coniugale.

Ma la prospettiva di un bimbo scelto per catalogo, immaginata dalla psicologa Silvia Vegetti Finzi (docente presso l'Università di Pavia e da sempre impegnata nell'attività psicoterapeutica per i problemi della famiglia e del bambino) non appare poi così estrema. Perché, avverte l'autrice del volume: "Volere un figlio. La maternità tra natura e scienza", negli Stati Uniti è già una realtà. 

"In America le donne che si sottopongono all'inseminazione artificiale - spiega - possono vedere un catalogo dove trovare le caratteristiche del donatore che meglio si adattano ai tratti somatici del proprio partner nella vita". Il passo tra un'offerta medica di questo tipo a un trionfo dell'egoismo e del narcisismo è breve. Soprattutto, avverte la Vegetti Finzi, quando la donna deciderà di avere un figlio tutta da sola, senza l'uomo . "La famiglia sarà sempre più costituita da madre e figlio - avverte la psicoterapeuta milanese - dalla quale sarà esclusa la figura maschile.

Già dal suo concepimento, poi, il bimbo sarà qualcosa di analogo al denaro, di universale e di astratto, prodotto dopo una selezione degli ovuli e degli spermatozoi migliori. Si comprerà un prodotto ad alto indice di qualità, magari con griffe di prestigio. Nessuno vorrà più fare in casa il bambino ruspante: sembrerà brutto, come è brutta la verdura biologica.

Sarà così anche per il bimbo tecnologico di fronte a quello biologico: ci saranno album in cui si può scegliere il bambino secondo la propria fantasia e la moda. I bimbi saranno omologati: non ci sarà più il bimbo alto, piccolo, grasso, magro, con il testone". Con un rischio: che, oltre all'omologazione dei modelli fisici, il minimo comun denominatore dei figli di domani sia l'infelicità.
inizio pagina
vedi anche
Bioetica