RASSEGNA STAMPA

12 SETTEMBRE 2001
ALBERTO OLIVERIO
Nel cervello il "centro dell'umorismo"?

A Londra ricercatori universitari lanciano un'indagine sulle persone che ridono di più

L'umorismo rappresenta una parte fondamentale dell'essenza umana, un aspetto che si evidenzia sin dalla prima infanzia: a quattro anni un bambino può manifestare uno spiccato senso umoristico ma anche in età più precoci ride e si diverte quando si verifica qualcosa di incongruo, di buffo. Come per ogni altro aspetto della mente umana vi è chi sostiene che le capacità umoristiche siano una specie di bagaglio innato, radicate nel nostro cervello, indipendenti da altri aspetti e funzioni cognitive, al punto che la nostra capacità di sorridere può restare intatta anche se siamo colpiti da alcune forme di deficit cognitivi che riducono la comprensione puntuale di aspetti importanti della realtà. Per spiegare questa strana caratteristica dell'umorismo si può ricorrere, per restare in materia, a una storiella.

Un neurologo molto noto, V.S. Ramachandran, visita un paziente che dimostra di essere totalmente incapace di eseguire calcoli aritmetici in quanto colpito da un danno in una parte dell'emisfero sinistro responsabile delle capacità numeriche. Per sondare la capacità della sua mente il medico gli racconta questo aneddoto: Un uomo visita un museo di scienze naturali e si ferma di fronte all'enorme scheletro fossile di un dinosauro: impressionato dall'enorme fossile, il visitatore si rivolge ad uno dei sorveglianti per conoscerne l'età: "Il dinosauro ha sessantatré milioni e tre anni" commenta il sorvegliante. "Sessantatré milioni e tre anni?", chiede perplesso il visitatore, "non sapevo che i metodi di datazione fossero così precisi. Come fanno a datarli con un'accuratezza di appena tre anni?" "Vede, risponde il sorvegliante, ho iniziato a lavorare qui tre anni fa e a quel tempo mi hanno detto che il dinosauro aveva sessanta milioni di anni".

Alla fine di questa storiella il paziente scoppia in una risata: egli è totalmente incapace di eseguire le più semplici operazioni aritmetiche ma il senso della dimensione dei numeri non gli sfugge, la sua mente coglie il paradosso che è al centro dell'aneddoto. Alla domanda di Ramachandran: "Cosa la fa ridere in particolare?" il paziente si dichiara divertito dalla meticolosità del sorvegliante, dalla sua precisione che risulta ridicola quando ci si riferisce a tempi lunghissimi.

In questo come in altri casi di danni cerebrali, la comprensione di una situazione umoristica è conservata, come se essa dipendesse da una più generale capacità mentale: eppure vi è una parte del cervello che ha un ruolo centrale nella comprensione degli aspetti generali della realtà, essenziali perché si possa sorriderne o riderne. Questa parte è la corteccia frontale che, se lesa, comporta una più generale difficoltà di comprendere le "regole" del comportamento, in particolare quelle sociali: di conseguenza le persone che hanno subito una lesione frontale non sono in grado di cogliere gli aspetti umoristici di una situazione, di comprendere una semplice barzelletta. Ciò significa che esiste un "centro dell'umorismo", come sostengono alcuni neuroscienziati che vorrebbero scoprire le basi biologiche dell'umorismo e arrivare alla "barzelletta universale"? In linea con questa ipotesi, un gruppo di ricercatori dell'università dell'Hertfordshire, vicino a Londra, non soltanto ha creato un apposito sito internet per raccogliere le barzellette migliori ma intende anche sottoporre alla spect cerebrale, un esame che consente di individuare quali parti del cervello sono più attive in un determinato momento, le persone dotate di maggior senso dell'umorismo, o almeno quelle che producono più facilmente barzellette.

E' probabile che questa ricerca indichi che in tutti gli esseri umani la capacità di individuare gli aspetti umoristici di una situazione o di una barzelletta coinvolga la corteccia frontale, proprio per le capacità integrative che caratterizzano questa parte del cervello: ma che si arrivi a stabilire una "formula biologica" dell'umorismo sembra davvero improbabile. Ognuno di noi ride o sorride di qualcosa che appartiene al proprio mondo e alla propria cultura: esiste così un umorismo dei bambini e uno degli adulti, sboccato e sofisticato, rosa o nero. Difficile che il "Laughter Lab Web Site", il centro internet per lo studio della risata, arrivi a stabilire le regole cerebrali del nostro sorridere.
inizio pagina
vedi anche
Scienze Cognitive