RASSEGNA STAMPA

8 SETTEMBRE 2001
editoriale
Il Dio del filosofo Cacciari, tra fede e scienza

Al cortile della Cavallerizza una lezione su Aristotele, Platone e Tommaso

Filosofia e teologia. Questo il tema trattato da Massimo Cacciari in un affollatissimo cortile della Cavallerizza. Il filosofo e docente di estetica all'università di Venezia ha iniziato parlando di Platone e Aristotele, i grandi originali in cui la filosofia comincia a saldarsi con la teologia. L'appassionata analisi del filosofo è servita a dimostrare come nella cultura occidentale la fede non possa mai essere separata dalla ragione, come d'altronde postulò per primo Sant'Agostino. Il credente, insomma, è sempre e comunque colui che si interroga: "Questo Dio che si è rivelato nella Bibbia, ama il cuore di chi non si stanca di cercare". Ma il connubio filosofia e teologia cessa d'esistere con il pensiero hegeliano, dove si teorizza la fine della filosofia e della teologia, che diventano teosofia. Secondo Cacciari la fine della speculazione intorno a Dio si traduce in un impoverimento del mondo, ormai ridotto a ente, ossia a un insieme di fenomeni che vanno indagati singolarmente e sempre più approfonditamente. "Ma, com'erano anche consapevoli i primi filosofi, gli scienziati non riusciranno mai a risalire al primo mattoncino della materia". Insomma l'origine, fisicamente intesa, è una chimera. Molto più irreale del Diodei mistici. Parola di Cacciari.
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