![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 24 AGOSTO 2001 |
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Destano perplessità le esternazioni di Buttiglione
Non si allarmi troppo Maria Laura Rodota'. Il secondo lancio dell'on. Buttiglione per la riforma della legge 194 sortirà lo stesso effetto del primo. Il tono minaccioso delle dichiarazioni rese a Rimini, durante il Meeting ciellino, è da un lato un pedaggio pagato alla circostanza e dall'altro una confessione di impotenza. Gli "avvertimenti" sono infatti indirizzati soprattutto a quei politici dello stesso polo del ministro (non pochi in verità) che mostrano freddezza e fastidio di fronte alle sue uscite. Ma neppure dal più vasto campo dei cattolici variamente schierati si levano cori di approvazione. Come dissi l'altra volta: le intenzioni sono buone, ma non ci sono i numeri.
Questo non è di per sé un bene, sia chiaro. La revisione della 194 si può e si deve fare e discuterne apertamente non è uno scandalo. Una certa sinistra, che grida al tradimento a ogni stormir di foglie, non può scordare che alcuni suoi esponenti di spicco (da Amato a Violante, alla stessa Livia Turco che lo ha ribadito anche ieri) si sono dichiarati più volte favorevoli a ritocchi migliorativi. Un'impostazione più seria dei consultori, una maggiore informazione sui temi della sessualità, una prevenzione che non sia soffocata dal pregiudizio contraccettivo, un aiuto concreto sul piano psicologico e anche economico se necessario a chi si trovi in difficoltà, sono auspicati da tutti. La febbre "abortista" e il mito della donna che deve decidere tutto da sola sono ormai retaggio di pochi fanatici.
Le ragioni per cui le esternazioni di Buttiglione suscitano perplessità sono altre. La prima è sicuramente l'insistenza sulla "monetizzazione" dell'intervento pubblico ("Un milione al mese per non abortire"), come se in Italia fosse la penuria di soldi la ragione principale degli aborti. L'altra è il mancato riferimento al "contesto" e cioè alla famiglia e ai suoi diritti, che il Forum delle Associazioni familiari sintetizzò prima delle elezioni in sei limpide richieste, ricevendo dalla Casa delle Libertà assicurazioni e promesse di adempimento rimaste sinora lettera morta. La famiglia non è stata considerata una priorità degna di figurare fra quelle dei primi cento giorni e forse nemmeno di quelli che seguiranno, visto che nel Dpef non se ne parla.
A parte le questioni di principio, che per un cattolico restano sempre valide, oggi una revisione della 194, nel senso di rendere la donna più forte, più libera e più responsabile di fronte alla decisione di interrompere una gravidanza, può passare soltanto attraverso un progetto di coerente e reale sostegno della paternità e maternità, dentro una politica della famiglia finalmente riconosciuta titolare di diritti come tale e non soltanto come una somma più o meno assortita di individui. Questo è lavoro di tutti, indistintamente. I colpi di scena al contrario interessano pochi e durano lo spazio di un mattino.