RASSEGNA STAMPA

11 AGOSTO 2001
FELICE CAVALLARO
Bush: più moralità nella ricerca genetica

Sì agli studi sulle cellule staminali, limiti agli embrioni. Cittadini, pioniere dei figli in provetta: ha fatto bene

La clonazione dell’uomo? "Inutile, pazzesca, pericolosa. Come accade per gli animali, nascerebbero esseri vecchi e malformati". Verdetto senza appello da Palermo per Severino Antinori che, forse, non salperà mai con la nave dove vorrebbe avviare i suoi esperimenti. Mentre da oggi veleggia con la sua barca, alle Eolie, Ettore Cittadini, altro scienziato prestato alla politica. Come Veronesi e Sirchia. Anche la Sicilia ha infatti da dieci giorni un suo tecnico alla guida della Sanità. Da pioniere della fecondazione in vitro e "padre" di tanti bimbi venuti dal freddo ad assessore del governo di centrodestra.
Ieri le ultime firme da politico in assessorato, prima di imbarcarsi per brevi vacanze verso Lipari e Panarea, dove Cittadini si porta dietro anche tutto lo stupore del dibattito alimentato dal medico che il cardinale Ratzinger ha paragonato ad Hitler: "Con Antinori abbiamo cercato di essere amici. Ma lui si isola dalla comunità scientifica. La clonazione è un salto nel buio troppo grande. E, al di là dell’eccitazione propagandistica, non sono realizzabili risultati concreti. Antinori non scrive, non pubblica, parla solo con i giornalisti. Se ha dei risultati strabilianti, li pubblichi e ne discuteremo".
Protagonista negli anni Ottanta di accese polemiche sulla tecnica che, attraverso il congelamento degli embrioni, consente alle coppie sterili di potere avere dei figli, Cittadini sfronda il campo dagli equivoci: "La clonazione è ben altra cosa. Si tratta di creare ex novo la vita, partendo da un solo individuo. La fecondazione artificiale invece è come un by pass cardiaco".
Serve per superare un ostacolo meccanico?
"Si preleva l’ovulo dall’ovaio facendolo fecondare in provetta. Insomma, si tratta di facilitare la riproduzione, ovviando ad un errore della natura. Ma sempre restando nell’ambito della coppia. Adesso si vuole ricreare l’uomo. E i problemi etici, oltre a quelli biologici, sono più che giustificati".
Il rischio maggiore?
"Intanto, nascerebbero dei vecchi. Come è successo con Dolly, la pecora. Nata sei anni fa con la stessa età della bestia clonata. E gli altri esperimenti compiuti producono animali grossi, malformati, con organi non perfettamente funzionanti".
Considerazioni etiche a parte, nessuno conosce quindi la pericolosità di tutto questo?
"Per far nascere Dolly l’esperimento si è fatto su 277 pecore. Oggi le percentuali sugli animali si sono ridotte ad uno su 80. Come si può provare la stessa tecnica sul genere umano? Posso capire che si continui a tentare su topi, rane e maiali. E anche in questo campo occorre porsi problemi etici evitando di insistere quando l’esperimento diventa pericoloso".
Clonazione da escludere quindi in campo umano?
"Intanto, dovrebbe proseguire la sperimentazione sugli animali. Per poter passare poi alla clonazione come tecnica di produzione di organi. L’obiettivo è di superare le difficoltà attuali nel reperimento di organi vitali, per trapianti ad esempio di cuori o di reni o di linee cellulari deteriorate".
Siamo al tema delle cellule staminali, al via libera di Bush...
"È la stessa scelta del primo ministro britannico Blair. Se fosse rimasto Clinton forse l’avrebbe autorizzato da un pezzo. Ma l’obiettivo è di mettere le cellule in coltura indirizzandole verso quelle nervose, del midollo osseo, muscolari che, inoculate nell’individuo malato, potrebbero curare l’Alzheimer, il Parkinson o la sclerosi laterale miotrofica, la leucemia, la paraplegia... Ma è ben altra cosa pensare di riprodurre un uomo dalla testa ai piedi".
Antinori parla, viene criticato, forse sarà fermato. E se ci fosse un medico che prova senza informare?
"È una ricerca sofisticata che non si può fare da clandestini, impossibile fuori dalle strutture ufficiali".
Ad uno dei suoi critici, Antinori ha risposto "Sei solo un veterinario"...
"Dimentica che abbiamo superato la frontiera della fecondazione in vitro grazie alle sperimentazioni compiute nell’Istituto di fisiologia veterinaria di Cambridge e nella più grande fattoria sperimentale collegata alla Monash University di Melbourne".
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