RASSEGNA STAMPA

8 AGOSTO 2001
LUCA LAND0'
ANTINORI IL MEDICO CHE CURA SE STESSO

Di Bella due, la vendetta. Le parole di Severino Antinori, che da Washington annuncia di voler clonare il genere umano, richiamano alla mente la vicenda dell'anziano medico capace, con la sua terapia, di mandare in tilt il mondo politico e medico italiano. Certo, curare una malattia e clonare un essere umano non è la stessa cosa. Ma il metodo adottato per finire sui giornali è molto simile. "Sconfiggerò il cancro, diceva allora l'anziano medico"; "Clonerò l'uomo", dice oggi l'irrefrenabile ginecologo. Una tecnica efficiente, che ricorda quella impiegata da Casarini per obbligare i media a parlare delle tute bianche: "Quando un giornalista mi chiede un'intervista, gli dico che intendo scatenare la guerra, e lui mi piazza in prima pagina", disse il leader delle tute bianche in un'intervista all'Espresso.

La differenza è che le affermazioni di Antinori, come quelle Di Bella, non si fermano alla provocazione mediatica, ma vanno ben oltre, rischiando di lasciare segni profondi nell'opinione pubblica e nelle decisioni politiche. Così, anziché discutere di faccende complicate ma importanti come le cellule staminali, si finisce per entrare in un dibattito più fantasioso che scientifico.

Da questo punto di vista, Antinori sembra aver appreso la lezione di Michael Crichton l'autore di Jurassic Park e genio indiscusso della moderna science-fiction, la difficile arte di trasformare la scienza più recente in un romanzo avvincente. Come in Crichton, le parole del ginecologo italiano sono una libera interpretazione di una dato scientificamente corretto, con la differenza - non trascurabile - che uno scrive romanzi, l'altro parla a quotidiani e tv; uno stimola la fantasia, l'altro confonde le idee.

A suggerire a Crichton la possibilità di riportare in vita i dinosauri, fu un articolo pubblicato negli anni Ottanta sulla rivista Science nel quale si illustrava la possibilità di recuperare e studiare il Dna di una zanzara rimasta intrappolata, parecchi milioni di anni fa, in una goccia di resina trasformatasi nel corso del tempo in ambra fossile. Il "valore aggiunto" del grande scrittore, come sappiamo fu di aver spostato la morte della povera zanzara a 65 milioni di anni fa, quando ancora passeggiavano Tirannosauri e Diplodochi. Come sia possibile pungere un dinosauro, nessuno lo ha mai spiegato, ma l'idea resta comunque affascinante: se la piccola zanzara avesse colpito un Brontosauro, sarebbe stato possibile, con le nuove tecniche del Dna, inserire il patrimonio genetico in un ovulo. Una clonazione, appunto. Anche Antinori si basa su un dato scientifico: quello raccolto da Ian Wilmut e colleghi che nel 1996 riuscirono a clonare la pecora Dolly. La differenza è che mentre Wilmut ha accettato fino in fondo le regole del metodo scientifico, raccontando nei dettagli il suo esperimento, Antinori ha già dichiarato che quelle regole non lo interessano affatto. Non dice ad esempio dove intende fare gli esperimenti e con quali precauzioni; ma soprattutto annuncia che intende farlo in ogni caso, anche in presenza di un divieto. E proprio questo è il lato più inquietante dell'intera vicenda.

Uno studio pubblicato il 6 luglio su Science, rivela che gli organismi conati finora con la tecnica Dolly (alcuni topi, molte capre, un toro e una mucca) sono normali solo in apparenza: in realtà presentano numerosi difetti di espressione genica. Un punto sul quale Antinori va affermando che la "sua" tecnica (spiegata ieri durante una riunione con Wilmut e altri esperti) non solo è molto simile a quella di Dolly, ma è decisamente migliore. Cosa possibile, ma ancora tutta da dimostrare. E nel mondo della scienza, come è noto, contano solo i risultati, non le dichiarazioni. La verità è che quella che Antinori vorrebbe tentare, prima che una clonazione, è una sperimentazione condotta su esseri umani: dire di volerla realizzare in ogni caso, in barba alle raccomandazioni degli scienziati e alle regole della legge, è talmente insensato da ricordare, una volta di più, la trama di un romanzo di fantascienza. Ma a rendere ancora più stretto il gemellaggio tra le affermazioni di Antinori e le invenzioni di Crichton è l'alleata americana del professore italiano: la dottoressa Brigitte Boisselier, che oltre ad occuparsi di tecniche di riproduzione, è direttore scientifico di Clonaid, la "prima società di clonazione umana", come si legge sul sito internet (www.clonaid.com). Un sito istruttivo, dove si apprende che Clonaid, "per i suoi servizi di clonazione chiederà la modica cifra di 20Omila dollari", mentre con soli 50mila dollari è possibile attivare il servizio Insuraclone, che "permette di prelevare e di conservare al sicuro un campione di cellule di un bambino in vita allo scopo di creare un clone se il bambino dovesse morire". Con il programma Ovulaid, invece, "è possibile ricevere un catalogo con le foto delle donne donatrici di ovuli (5.000 dollari cadauno,ndr) e incontrare le candidate per giudicare la loro personalità, la loro intelligenza e il loro aspetto fisico".Tra un clic e l'altro, nel sito si scopre che dietro l'organizzazione si nasconde la mano del movimento raeliano, un'organizzazione religiosa convinta che gli esseri viventi, uomo incluso, siano stata progettati e realizzati nei laboratori di Elohim, una popolazione extraterrestre molto abile nel manipolare geni e cromosomi. Chi avesse delle lacune in mento, può acquistare una serie di libri dal titolo "Il Messaggio degli extraterrestri", "Il vero volto di Dio", ma anche "La vita eterna grazie alla clonazione", oltre naturalmente alla biografia del fondatore, Rael, un ex patito di motori e di Formula Uno la cui vita cambiò radicalmente il 13 settembre '73 dopo un incontro ravvicinato con un Ufo. Cosa questo c'entri con la scienza, è difficile dirlo. Gli unici a saperlo, forse, sono proprio quelli come Crichton. O come Antinori.

In attesa di una risposta, le liste di attesa del ginecologo, nel suo studio romano in Via Tacito, diventano sempre più lunghe a conferma che gli annunci-bomba e gli interventi spettacolo, a lungo andare servono. Così, dopo aver creato la prima mamma-nonna (62 anni) ed essere "Padre" di duemila bimbi nati con i suoi interventi di fecondazione assistita, il ginecologo attende impaziente di clonare l'uomo. Che ci riesca poco importa. In questo spettacolo, tutt'altro che scientifico, l'esperimento è già ampiamente riuscito.
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