![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 1 AGOSTO 2001 |
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Dopo il "sì" del Comitato di bioetica, nasce la prima struttura pubblica che consente la crioconservazione del seme maschile
Il professor Foresta: è rivolto ai giovani colpiti dal tumore e che rischiano l’infertilità a causa delle terapie
Nasce in Veneto il primo centro per la crioconservazione dei gameti maschili, una struttura pubblica cioè che garantisce la possibilità di conservare il seme attraverso il congelamento. Il centro avrà sede presso l'Azienda Ospedaliera di Padova, come previsto da una delibera adottata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità Fabio Gava, che ha recepito i risultati raggiunti da uno specifico gruppo di lavoro in materia. Il centro sarà diretto dal professor Carlo Foresta, del laboratorio di andrologia e fisiopatologia della riproduzione, struttura che fa parte della Clinica medica III.La decisone, ha ricordato Gava, è stata supportata dal parere del Comitato consultivo regionale per la bioetica. "La creazione di questo nuovo centro - spiega il professor Foresta - nasce dalla necessità di evitare che i giovani colpiti da neoplasie, a causa dei trattamenti subiti per la cura di questa patologie, si precludano la possibilità di avere dei figli".
Esistono dei tumori, come quello al testicolo o al rene, altre forme ancora di neoplasia o altre patologie ancora, per i quali molti giovani vengono sottoposti a trattamenti che li rendono infertili o totalmente sterili. "Attraverso l'opportunità offertaci dalla Regione Veneto - prosegue Foresta - che ha riconosciuto la nostra esperienza in questo settore, vogliamo assicurare loro la possibilità di avere dei figli". Il Centro, che avrà una sede e una struttura propria e autonoma nell'ambito
dell'Azienda ospedaliera, sarà operativo nei primi mesi del prossimo autunno.}
La struttura, che vede uno stanziamento di 600 milioni a carico del Servizio sanitario regionale, garantirà la crioconservazione del seme di soggetti di età non superiore a 48 anni, che prevedono di doversi sottoporre a terapie potenzialmente dannose per la funzione riproduttiva o anche di persone che vogliono effettuare il "deposito" temporaneo in vista di cicli di procreazione assistita già programmati.
La conservazione del seme sarà garantita fino al compimento del cinquantesimo anno di età del soggetto.
"Il gruppo di lavoro - sottolinea Gava - ha individuato in un migliaio all'anno il fabbisogno di prestazioni di congelamento, cui vanno aggiunte quelle di mantenimento, per uomini che vanno incontro a trattamenti terapeutici che potrebbero compromettere la funzione riproduttiva. Un numero rilevante, che motiva ampiamente la nascita del centro di crioconservazione". Il deposito del liquido seminale dovrà avvenire esclusivamente su spontanea volontà del soggetto, ed al solo scopo di utilizzo personale. L'accoglimento avverrà dopo una valutazione clinica del paziente, l'esame colturale del seme per escludere la presenza di agenti infettivi, approfondimenti diagnostici qualora emergessero evidenti patologie genetiche. In quest'ultimo caso il ricorso a test genetici potrà avvenire solo previa adeguata informazione del soggetto, con la sua autorizzazione scritta, e con garanzia di segretezza dei dati.
"Il centro però - aggiunge il professor Foresta - non va inteso come una semplice "banca" del seme. Utilizzeremo infatti i fondi della Regione per lavorare in una situazione di avanzata sperimentazione, in stretta sinergia con tutti i centri oncologici del Veneto, i centri di Dialisi e altre strutture ancora, per allargare il più possibile la sfera delle opportunità che la ricerca in questo settore ci garantisce".