RASSEGNA STAMPA

3 LUGLIO 2001
SERGIO MORAVIA
E la metafisica scese sulla terra

L’etica secondo Maffettone

 

U n libro intenso, forte, coraggioso. Un libro su temi cruciali, sui quali tutti noi dovremmo riflettere. Ne è autore Sebastiano Maffettone, un nome ormai ben noto non solo agli addetti ai lavori. Come stupirsene? Maffettone non si occupa del sesso degli angeli, e tanto meno di chiose erudite ad autori sconosciuti. Si occupa, invece, della fondamentale area del pensiero etico-politico: là dove siamo chiamati a porci domande sui principi del nostro essere/agire nel mondo. Questo ambito d’impegno è oggi trattato con particolare efficacia dalla cultura anglo-americana. Il merito di alcuni studiosi italiani è stato di aver colto tempestivamente il rilievo di queste indagini. Con l’aggiunta che hanno elaborato determinati temi in modo originale e vigoroso. Non è un caso che alcuni di noi filosofi italiani dell’umano e del politico siamo considerati interlocutori abbastanza degni da parte di vari colleghi nordamericani. Non basta. Talvolta gli studiosi d’oltreoceano tendono a ridurre questioni assai sostanziali a problemi astrattamente linguistici. La controproposta italiana è assai diversa, e questo libro di Maffettone, Etica pubblica (Il Saggiatore, pagine 349, lire 38.000), ne è una testimonianza eloquente. Maffettone non fa della metaetica o della metapolitica in un’asettica sede concettuale. Affronta, invece, direttamente quei problemi che un tempo erano chiamati sarcasticamente (ma perché?) i Massimi Problemi: qual è l’identità dell’uomo? Quale il rapporto tra il suo soma e la sua biografia? Tra il suo essere individuale e l’essere relazionale-sociale? Tra i suoi atti e i suoi principi simbolico-normativi? E quali sono i fondamenti, e i limiti, del nostro essere-liberi e uguali in una società complessa? Come si può coniugare il "bisogno di credere" e l’altrettanto necessario bisogno di riconoscere l’Altro, di ascoltarlo, di rispettarlo in un regime di Tolleranza?
Accade a molti di considerare questi interrogativi come pratico-politici . Invece Maffettone ne sottolinea l’origine e la pregnanza anche filosofica . Per poter condurre un’esistenza pluralistica e tollerante occorre ripensare la stessa essenza dell’uomo, il difficile rapporto tra Verità e Confronto Io-Tu-Egli e l’ancora più paradossale relazione tra il (mio) Privato e il (nostro) Pubblico.
Come ognuno comprende, si tratta appunto di questioni prettamente filosofiche. Il merito di Maffettone è di avere evidenziato questa cifra speculativa del nostro essere e del nostro vivere. La filosofia, ben lungi dall’essere un optional , è invece l’insieme degli assunti che governano le linee generali dell’umano esistere. Tanto vale affrontare di petto tali assunti. Tanto vale evocare sul proscenio l’inquietante figura della Filosofia. Chiamiamola magari, provocatoriamente, Metafisica. Ed è proprio quanto fa, nel nucleo centrale del suo lavoro, Maffettone. Il quale accoglie con molto interesse la Metafisica nella cittadella del Pensiero razionale, e l’analizza con grande rigore: da un lato mostrandone le ineludibili ragioni d’essere, dall’altro distinguendone valenze e livelli diversi.
Qualche recensore ha rilevato la radicale critica del Postmoderno di Maffettone. Giustissimo. Uno dei suoi maggiori contributi è di avere denunciato le insidie - di relativismo, di rassegnazione, d’indifferentismo - connesse con la liquidazione postmoderna dell’esigenza di Valori propria dell’uomo. Ma io vorrei concludere sottolineando anche la forte polemica anti-riduzionistica di Maffettone. Smettiamola di ricercare presunte Cause elementari a fenomeni che sono irriducibilmente complessi . La Religione non si spiega con la (sola) psicologia. Gli Interessi non rinviano ai (soli) conti in banca. La Progettualità non è (tutta) riportabile a sole pulsioni ghiandolari. L’uomo non è (solo) un animale sociobiologicamente costituito. È un essere fatto di molte componenti, la conoscenza delle quali richiede molte diverse competenze, che utilizzeremo selettivamente in rapporto ai nostri specifici obiettivi cognitivi. Spesso ci è necessario cogliere non l’uomo tipologicamente uguale a tanti altri uomini, ma l’uomo in quanto Soggetto-Persona. Come diceva Sartre, è vero che Valéry era un borghese: ma non tutti i borghesi sono dei Valéry. Maffettone, e alcuni suoi amici , stanno elaborando strumenti sempre più sofisticati per cogliere anche questa dimensione individuale-soggettiva dell’Umano entro il più ampio contesto della polis etico-politica.
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