RASSEGNA STAMPA

1 LUGLIO 2001
FRANCESCA RIGOTTI
Né egoisti né altruisti

La cultura del dono può aiutare a superare vecchie dicotomie

Elena Pulcini, "L'individuo senza passioni. Individualismo moderno e perdita del legame sociale", Bollati Boringhieri, Torino 2001, pagg. 230, L. 40.000.

"La ricchezza di Londra è inseparabile dalla sua sporcizia".Con questa lapidaria ma eloquente metafora l'autore della Favola delle api, Bernard de Mandeville, voleva significare che se gli uomini vogliono una società ricca e potente, nella quale soddisfare la loro sete di miglioramento e progresso nonché la loro avidità di piacere e di lusso, devono riconoscere e subire l'inevitabile groviglio delle passioni. Le passioni quindi sarebbero come la sporcizia di Londra: il prezzo da pagare per avere ricchezza, prestigio e potere.

Questa di Mandeville al più è una concessione alla presenza e al peso delle passioni, che ne accentua l'aspetto oscuro e contorto. Non è né un'esaltazione né una rivalutazione del loro ruolo. E' stata pensata, inoltre, in un momento di transizione da un'etica arcaica basata su passioni forti e coinvolgenti, come l'onore e la gloria, all'etica moderna dell'homo oeconomicus basata essenzialmente sulla passione acquisitiva, che ha sopraffatto tutte le altre.

Questa è almeno una parte della storia che ricostruisce Elena Pulcini in questo libro, del quale dirò subito che è intelligente e originale, preciso e ben scritto, profondo e insieme assai gradevole, qualità quest'ultima che per uno studio dì filosofia politica non è sempre così scontata. La storia che il libro racconta è quella della metamorfosi delle passioni, a partire dall'epoca in cui esse si trasformano dalle passioni calde e sanguigne dell'antichità a quelle fredde e grigie della modernità, fino al momento della nascita e fioritura dell'individuo caratterizzato da vuoto pulsionale e indifferenza emotiva che è l'homo democraticus che poi siamo tutti noi. Per combattere gli effetti perversi di questa costruzione sociale che soffoca l'aspetto emotivo e sentimentale Elena Pulcini propone un modello alternativo. In tale operazione l'autrice segue le tracce di illustri precursori: uno di questi è Rousseau, che suggerisce, per compensare l'aridità dell'individuo interessato e autoconservativo, lo spazio alternativo e relazionale del cuore e della sensibilità, ma finisce per relegarlo nella sfera privata del femminile e lì lasciarlo; un altro è Tocqueville, che dopo aver colto i caratteri della nuova specie umana nata dalla democrazia (passiva e individualista, edonista e apatica, tanto per cambiare) non riesce però alla fine a elaborare una teoria costruttiva del legame sociale.

Secondo la Pulcini una passione alternativa, proponibile proprio perché presente antropologicamente nella struttura dell'uomo contemporaneo, è quella del 'desiderio del legame', visto come costitutivo dell'identità dell'io e necessario alla costruzione dell'universo di senso, nonché edificato sul paradigma della teoria del dono. E' interessante vedere come le diverse competenze che l'autrice ha realizzato nel corso delle sue ricerche convergano qui verso un unico focus: i risultati delle disamine sull'amore di sé come passione del moderno e sull'amour-passion e l'amore coniugale in Rousseau, le analisi del dono e del dispendio, gli studi sul potere femminile di unire e legare si intrecciano qui formando un solido filo, la cui robustezza è data proprio dal sovrapporsi di molte fibre (per usare un'immagine wittgensteniana). Il filo che risulta dall'intreccio di queste fibre è quello della teoria del dono applicata all'individuo comunitario. In essa il dono emerge come espressione di una pulsione al legame e di un desiderio di appartenenza, insomma come passione dell'individuo comunitario, che non coincide né con l'individuo egoista e acquisitivo o con l'individuo indifferente e narcisista, ma nemmeno con quello altruista, che dona per donare o per sacrificarsi, non per instaurare un rapporto. L'individuo comunitario con la passione del dono invece instaura proprio grazie a essa forme reticolati di legame in una prospettiva globale e cosmopolitica coniugando in sé individualismo e appartenenza, autorealizzazione e solidarietà.
inizio pagina
vedi anche
analisi e commenti